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Nasa: la sonda InSight è arrivata su Marte. Atterraggio perfetto in 7 minuti

“Qui Marte, tutto ok” il messaggio arrivato da 146 milioni di chilometri dalla Terra

 

InSight, la sonda della Nasa, era partita lo scorso 5 maggio per studiare i terremoti e il sottosuolo marziano ed è arrivata ieri sera su Marte sana e salva . Dal 1960 a oggi, almeno la metà di tutto ciò che l’uomo ha lanciato verso Marte si è schiantato o si è perso nel cosmo. La difficoltà maggiore non è raggiungere il pianeta Rosso ma atterrare sulla sua superficie, poiché l’atmosfera è densa solo un terzo di quella terrestre e oppone meno resistenza. Un problema rilevante quando si arriva a velocità che vanno dai 12mila ai 20mila chilometri orari e bisogna frenare con paracaduti e retrorazzi. Le tre gambe di InSight si sono posate sul suolo marziano di Elysium Planitia, vicino all’equatore del pianeta, a 146 milioni di chilometri dalla Terra, dopo 7 minuti di frenata. Il centro di controllo missione, al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, è rimasto con il fiato sospeso fino all’arrivo del messaggio: “tutto ok, sto bene” dal Pianeta Rosso. InSight aveva toccato la terra rossa ed era tutto perfettamente funzionante, tra i tecnici è scoppiato un grande applauso e sono iniziati gli abbracci e i brindisi. Il prossimo passo sarà quello di spiegare i grandi pannelli solari per l’alimentazione degli strumenti della sonda, nel frattempo InSight invia il primo selfie, sul profilo Twitter della missione, e commenta “Qui c’è una bellezza tranquilla. Mi guardo attorno per esplorare la mia nuova casa”.

Inizierà una lunga esplorazione del sottosuolo di Marte, con una sonda che ne rileverà la temperatura fino a cinque metri di profondità e potrà rivelare in questo modo se all’interno di Marte esista una forma di calore. Questo potrebbe indicare che l’acqua, scoperta nel luglio scorso sotto i ghiacci del Polo Sud marziano, sia più calda di quanto si pensi.

Su InSight c’è parecchia tecnologia italiana: Larri, ovvero un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. A bordo anche un sensore stellare costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio, a Firenze.