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Moto GP- Iannone condannato a 18 mesi di squalifica per contaminazione alimentare

La disciplinare della Federmoto Internazionale ha condannato Andrea Iannone a 18 mesi di squalifica per doping. Lo ha reso noto l’Aprilia, la scuderia con cui corre nel Mondiale di MotoGP. Iannone era risultato positivo al drostanolone durante un controllo del 3 novembre 2019, a margine del GP della Malesia. Iannone non avrebbe assunto sostanze dopanti con dolo, ma sarebbe stato vittima di contaminazione alimentare: della carne mangiata in un ristorante che ha modificato i valori del drostanolone nel suo sangue. La “colpa” imputata al pilota è quella di non aver controllato sul web le sostanze proibite.

Iannone: “Ho vinto, ma ho anche perso”

“Questo periodo è stato il più difficile della mia vita. Ho pensato davvero di tutto. – ha ammesso Iannone in diretta a Sky Sport -. Vedere riconosciuta la mia innocenza è una vittoria. Poteva andare molto peggio. Anche se abbiamo perso lo stesso, visto la condanna di 18 mesi… Sono il primo caso di sospensione per contaminazione alimentare. Nessuno di noi sa con certezza cosa mangia. C’è incongruenza fra il regolamento e la vita reale. L’obiettivo ora è tornare in moto il più velocemente possibile”.

Il comunicato dell’Aprilia

“Aprila Racing prende atto del provvedimento FIM che infligge diciotto mesi di squalifica al pilota Andrea Iannone. Da una prima analisi della sentenza si rileva con soddisfazione come sia stata riconosciuta la totale assenza di dolo e la accidentalità della assunzione di steroidi ammettendo, di fatto, la tesi della contaminazione alimentare, fatto mai accaduto prima. Questo scenario apre nuove possibilità di appello per Andrea Iannone ma rimane lo sconcerto per una pena del tutto incoerente con la ricostruzione contenuta nella sentenza stessa che riconosce nei fatti, pur non assolvendolo, l’innocenza di Andrea Iannone. Nel rispetto dei valori sportivi che da sempre ispirano la sua attività e che non prevedono alcuna tolleranza verso pratiche vietate dai regolamenti, Aprilia Racing ha sempre ribadito la piena fiducia nel suo pilota, lo fa con nuova forza dopo questa sentenza e lo sosterrà nel suo ricorso al TAS”

Rivola: “Sentenza che ci lascia sconcertati”

“La sentenza ci lascia sconcertati per la pena inflitta ad Andrea – ha dichiarato Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing -, ma anche molto soddisfatti nelle sue motivazioni. I giudici hanno riconosciuto la totale buona fede di Andrea e la inconsapevolezza nella assunzione confermando la tesi della contaminazione alimentare. Per questo la pena inflitta non ha alcun senso, alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto, come sempre è capitato agli altri atleti contaminati, ma questo quadro ci lascia tante speranze per il ricorso che auspichiamo sia molto veloce. Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello”

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