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Milano- nessun “bonus” per gli eroi che hanno combattuto per le nostre vite nella guerra al Covid

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I veri protagonista di questi battaglia al Coronavirus, ovvero gli operatori delle Rsa, quelle residenze sanitarie assistenziali che hanno pagato un prezzo altissimo di vite al Coronavirus, per ora restano fuori dal “bonus” economico che regione Lombardia ha deciso di mettere nelle buste paga di medici, infermieri e operatori che hanno combattuto in prima linea durante l’epidemia. A denunciarlo, martedì 9 giugno, è stato il sindacato Usb, che ha anche scritto una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, per chiedere loro di porre rimedio a “una anomala ingiustizia”.  L’intoppo nasce dal fatto che le Rsa rientrano nelle Asp, le aziende di servizi alla persona, che sono sempre gestite dalla regione ma che non sono rientrate nell’accordo sottoscritto dal Welfare del Pirellone e i maggiori sindacati dei lavoratori.

Così gli Oss delle Rsa sono stati esclusi “malgrado i tantissimi operatori contagiati nel tentativo di arginare un’epidemia che ha causato migliaia di decessi nelle strutture”, sottolineano da Usb, che parla di “un’esclusione particolarmente grave in una regione che, soprattutto a causa della strutturazione del sistema sociosanitario assistenziale, indebolito da tagli, privatizzazioni ed esternalizzazioni, ha il record mondiale relativo di decessi”.

“All’interno di questo drammatico scenario, gli operatori delle RRsaSA hanno avuto un ruolo fondamentale per evitare l’aggravamento ulteriore di un quadro tragico – proseguono dalla sigla sindacale – avendo anche subito in modo forte la ricaduta dell’incapacità degli ospedali di far fronte a tutti i ricoveri che sarebbero stati necessari”.

“Pertanto – si legge nella lettera indirizzata ai due presidenti – nel rispetto di questi lavoratori che non si sono risparmiati, affrontando con grande dedizione e sacrificio questa emergenza, l’unione sindacale di base chiede un vostro intervento che ripristini un pari e dignitoso trattamento tra tutte le lavoratrici ed i lavoratori impegnati nell’offrire cure ed assistenza durante l’emergenza”. Solo così potranno non essere distinti in “eroi di serie A e di serie B operatori sanitari che non volevano in alcun modo diventare eroi ma fare il proprio lavoro, con la professionalità e la dedizione di sempre ma nelle dovute condizioni di sicurezza”.