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Milano continua a soffrire, mentre si attende la decisione sul prolungare la zona rossa

Il Tar del Lazio deciderà lunedì 25 gennaio se la Lombardia lascerà o meno la zona rossa. Una decisione rinviata (la sentenza era attesa giovedì) perché i giudici vogliono ottenere ed esaminare gli ultimi dati disponibili, quelli relativi alla settimana 11-17 gennaio; cifre che verranno rese note dalla cabina di regia nel pomeriggio di oggi, venerdì 22 gennaio.

L’opinione degli esperti

La sentenza, comunque, potrebbe mettere in discussione non solo la zona rossa lombarda ma tutto l’impianto di valutazione: il “sistema a colori” potrebbe andare gambe all’aria. “Trovo inconcepibile che una decisione basata su evidenze scientifiche venga appellata ad un organo tecnico-amministrativo”, aveva detto Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino, ospite a  “SkyTg24” nella mattinata di giovedì 21 gennaio. “La Regione Lombardia non è in una bolla, se sbagliano c’è un impatto su tutto il Paese. E questo va tenuto presente”, aveva sottolineato lo scienziato.

Un invito alla cautela è arrivato anche da Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. Lo scienziato, ospita ad “Iceberg Lombardia” su Telelombardia nella serata di giovedì, ha detto che la squadra di Attilio Fontana dovrebbe essere più cauta. “La Lombardia farebbe bene a stare cauta — ha detto Galli —. Il punto è riuscire a mantenere una situazione sufficientemente prudente per poterci dare delle garanzie, per non ricadere subito nello stesso problema. Mi sento di dire che sarei più confidente se si riuscisse a essere complessivamente un filo più proattivi per star fuori dalle rogne”.

La situazione in Lombardia

Meno ricoveri, meno pazienti covid negli ospedali ma la situazione coronavirus in Lombardia non è proprio tranquilla. Nella giornata di giovedì 21 gennaio sono stati accertati altri 2.234 casi in tutta la Regione (a fronte di 37.713 tamponi); il rapporto fra test effettuati effettuati e nuovi positivi era del 5,92%. Tra Milano e hinterland, più nel dettaglio, erano state trovate 544 persone positive al virus.

La pressione sugli ospedali, rispetto a mercoledì, era leggermente calata. Ieri ci sono stati 16 nuovi accessi nelle terapie intensive della Lombardia. Il totale dei letti di rianimazione occupati — tra decessi e pazienti guariti — era diminuito di 17 unità rispetto al giorno precedente; 411 le persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle rianimazioni covid. Non solo: in una giornata i posti letto occupati dai pazienti meno gravi erano diminuiti di 6 unità per un totale di 3.644. Facendo una rapida operazione si capisce che negli ospedali della Regione ci sono in tutto 4.055 persone affette da SarsCov2 (23 in meno rispetto a mercoledì).

E gli ospedali sono un punto chiave. Dopo un aumento dei ricoveri avvenuto nei primi 10 giorni dell’anno, la situazione è rimasta pressoché stabile: è dal 10 gennaio che il numero fluttua intorno a quota 4.100.