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Mette in bocca il caricatore del telefono, bimbo muore folgorato

Una tragedia imprevedibile nata da semplici abitudini quotidiane: un bimbo ha messo in bocca un caricatore del telefono e la scossa gli è stata fatale.

Tre anni, e tutta l’ingenuità e l’innocenza che la sua età gli dona. Per imparare che i il fuoco è caldo, un bimbo ha bisogno di toccarlo e sentire che brucia; a quel punto, la prossima volta si ricorderà di non toccarlo più. I bambini imparano così, attraverso l’esperienza diretta. E perciò mettono in bocca e toccano quello che gli capita davanti, per scoprire cose nuove e crescere. Questa volta, però, l’innato apprendimento dei bambini è stato fatale. Un bambino indiano di tre anni si è imbattuto in un caricatore per cellulare, attaccato alla presa quando il telefono non era in carica. Gattonando sui tappeti della casa dei nonni, il bimbo è stato incuriosito da questo filo che usciva dal muro, e ne ha fatto esperienza mettendolo in bocca. La corrente ha attraversato il filo fino a colpire il corpo del bambino, folgorandogli la vita. La mamma ha sentito un rumore ed è andata a controllare. Il bimbo era a terra tramortito, si sono precipitati in ospedale ma ormai non c’era più nulla da fare.

L’abitudine di lasciare il caricabatterie del telefono nella presa anche quando non vi è attaccato nessun dispositivo, è un gesto quotidiano senza evidenti ripercussioni. Invece, andando ad approfondire il tema, scopriamo che finché c’è un cavo attaccato la corrente, in minuscole quantità, continua a scorrere, incidendo sulla bolletta. In secondo luogo, quando ci sono bambini in casa, è bene prestare la massima attenzione: alcune abitudini a cui siamo stati soliti per anni devono cambiare, quando un neonato comincia a gattonare per casa, alla scoperta del mondo che abita da poco.