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Medici in fuga dalla Liguria attirati da stipendi più alti

 

Ai medici liguri non serve andare all’estero per trovare stipendi e condizioni di lavoro migliori. La grande fuga si ferma in Italia. «Basta spostarsi in Piemonte e Lombardia e gli stipendi sono il 15% – 20% in più rispetto a quelli liguri grazie agli incentivi regionali per le notti e gli straordinari – racconta Alessandro Bonsignore, vicepresidente dell’ordine dei medici di Genova che conta 9.300 iscritti – È da qui che bisogna ripartire se non vogliamo trovarci in emergenza per le carenze d’organico. Altro che far rientrare i medici in pensione».

Continua a far discutere la delibera approvata dalla Regione che consente a specialisti in pensione di “rientrare in servizio” con contratti a tempo determinato. Una misura rivolta ai camici bianchi che si sono ritirati negli ultimi due anni e che sarà operativa da metà giugno con le circolari applicative. Difficile prevedere le ripercussioni concrete nei reparti, anche se dalla Regione fanno sapere che si tratterà di “numeri limitati” .
Un modello, quello ligure, che segue quello di altre regioni, come Veneto e Friuli, per arginare la mancanza di personale. “«Una situazione di sofferenza che qui si concentra soprattutto nell’emergenza urgenza, dal pronto soccorso ai reparti di geriatria – continua Bonsignore – Le situazioni più critiche sono nel ponente mentre a Genova prevediamo un peggioramento nei prossimi due anni. Il rientro dei pensionati non è certo la soluzione al problema anche se i vincoli della delibera sono molto restrittivi, solo in caso di extrema ratio».

Una situazione che viene confermata anche dal Policlinico San Martino dove quest’anno andranno in pensione 44 dirigenti medici (su 750 ) e 109 infermieri ( tra i 2.300). «Qui l’età media dei medici è di 51 anni, se si considerano anche gli specializzandi e i nuovi ingressi, altrimenti sarebbe ben più alta – spiega Salvatore Giuffrida , direttore amministrativo del Policlinico – Le criticità si riscontrano nel trovare medici d’urgenza, anestesisti, radiologi, neuro-radiologi interventisti e radiologi interventisti. Basti pensare che lo scorso anno dalla scuola di specialità genovese sono usciti sette radiologi e in Liguria ci sono nove aziende sanitarie». Il Ministero ha aperto i concorsi pubblici anche agli specializzandi iscritti all’ultimo anno per velocizzare i tempi della burocrazia. Al Policlinico è in corso un bando per neuro-radiologi interventisti. «Praticamente stiamo cercando un perla rarissima per una collana che è già in edizione limitata».
Mentre dall’istituto Giannina Gaslini fanno sapere che hanno già chiesto risorse aggiuntive per il personale di pronto soccorso e in Cardiologia.

Carenze di medici per cui l’Ordine chiede di aumentare le Borse degli specializzandi, e di inserire il vincolo di restare a lavorare in Liguria almeno per i primi anni ( per cui esiste un impegno anche dalla Regione) per limitare le fughe.
Mentre il gruppo regionale del Pd parla di “disastro della Sanità, con la giunta che richiama i medici in pensione invece di assumere nuovo personale. Negli ultimi quattro anni praticamente non è stato bandito alcun concorso”. Immediata la replica dell’assessora alla Sanità Sonia Viale. “I concorsi sono stati banditi in tutte le aziende per coprire i posti vacanti in organico, o hanno avuto le deroghe per essere effettuati. E i contratti di formazione specialistica quest’anno saliranno da 6 mila a 8mila in tutta Italia”.
Ma a frenare in parte la grande fuga ci ha pensato Quota Cento che tra i camici bianchi non ha sortito l’effetto sperato. Anzi, ha fatto persino da deterrente: tra i 500 medici genovesi che avrebbero i requisiti solo il 10% ne ha fatto richiesta.
Il motivo? Chi va in pensione con la riforma del Governo non può continuare a esercitare neppure come libero professionista (vincolo non previsto, invece, dalla pensione di anzianità).