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Mare Jonio sbarcata a Lampedusa: in salvo i 30 migranti. Ripresi gli sbarchi

» giunta nel molo del porto di Lampedusa la Mare Jonio con i 48 migranti, Lampedusa, 19 marzo 2019. ANSA/ELIO DESIDERIO

Nel giro di poche ore sbarcati in Sicilia oltre 100 migranti

Ci sono anche due donne incinte, una piccola di un anno e altri 4 minori non accompagnati, tra i trenta migranti salvati da Mare Jonio della ong Mediterranea e approdato stamane nel porto dell’isola di Lampedusa. Gia’ annunciato il sequestro di iniziativa da parte della Guardia di finanza per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Nei loro sorrisi il senso del nostro impegno. Sono salvi, e’ la cosa piu’ importante», afferma la ong.

In serata a bordo della nave sono saliti i militari della Guardia di finanza che hanno proceduto – secondo quanto anticipato dal Viminale – ad un ‘sequestro di iniziativa’ dopo aver rilevato alcune irregolarita’. Nel pomeriggio è arrivata la notizia dell’iscrizione dei componenti dell’equipaggio nel registro degli indagati della procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: “L’iscrizione – hanno precisato fonti dell’ufficio inquirente diretto da Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella –  è un atto dovuto sulla base della relazione inviata dalle fiamme gialle”. L’indagine ipotizza anche, a carico dei 30 migranti salvati in acque libiche, il reato di clandestinità. Puntuale la replica della Ong: “Il sequestro è un atto per tentare di fermarci. Ma importante per noi e’ che le persone siano salve. Unico crimine e’ far morire la gente in Mare o in Libia”.

Il casus della Mare Jonio non è però isolato. Ad Augusta infatti, intorno alle 12.30, è approdata la nave “Stromboli” della Marina militare con i 36 migranti salvati ieri a 65 miglia dalle coste libiche dal pattugliatore “Cigala Fulgosi”: “erano in imminente pericolo di vita”, ha spiegato la Marina. Poco più tardi, altri 70 migranti a bordo di due unita’ della Guardia di finanza e della Guardia costiera hanno fatto rotta sull’isola dopo essere stati trasbordati da un barcone intercettato a 11 miglia dal porto: “Qui entrano tutti”, ha confermato il sindaco Toto’ Martello, “i porti sono aperti o sono chiusi? Ce lo spieghi Matteo Salvini. Insomma sono riprese le partenze di migranti dalla Libia e i porti italiani tornano ad aprirsi.

Ma nel Mediterraneo si continua a morire, come nel naufragio al largo della Tunisia costato la vita ad una settantina di persone. 

La presa di posizione del governo

«Le decisioni che sono state prese, come sempre, sono di tutto il governo. La cosa positiva è che questa nave è stata sequestrata un’altra volta – ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio interpellato dai cronisti in relazione alla “Mare Jonio” – spero che si arrenda e smetta di girare nel Mediterraneo facendo una serie di azioni che evidentemente hanno qualcosa che non va». «I naufraghi salvati dalla Marina Militare saranno distribuiti in altri Paesi dell’Unione europea», ha assicurato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. «Ormai credo che conoscano tutti il modello con cui si muove questo governo, quello della sicurezza e della legalità. Quando c’e’ una imbarcazione che prende acqua, che non ha dei sistemi di sicurezza tali da salvare chi sta a bordo, e’ obbligatorio intervenire. Altrimenti si compie un reato. L’importante e’ che non faccia tutto solo l’Italia».

Inevitabile il corollario di polemiche politiche.

«Penso che anche la vicenda di oggi dimostri che sull’immigrazione non c’e’ una politica estera in questo Paese, veniamo esclusi da tutti i tavoli internazionali di discussioni di dossier che riguardano l’Italia», ha accusato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «Ci sono solo comizi e chiusure e gli effetti sono che, ogni tanto, ci ritroviamo di fronte a delle emergenze». Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, ha chiesto di «coniugare legalita’ e umanità». «Ancora morti nel Mediterraneo – ha denunciato l’ex ministro – E siamo solo a maggio. Qual è la strategia del governo per affrontare un eventuale aggravarsi di questa emergenza umanitaria? Conte venga in Parlamento e chiarisca la linea». «Augurarsi che Nave ‘Mare Jonio’ smetta di navigare al piu’ presto significa volere che una bimba come Alima salvata da Mediterranea possa morire in mezzo al Mare – ha obiettato Erasmo Palazzotto de La Sinistra – Caro Di Maio non riesco davvero a capire come si faccia a fare politica in modo cosi’ cinico e spietato».