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Marco D’Amore: Ciro di Marzio come Roberto Baggio dal suo nuovo film “L’immortale” al paragone nel mondo del calcio

 

Ciro c’è. E da giovedì 5 dicembre racconterà tutto di sé al cinema. Arriva in sala con Vision Distribution “L’Immortale” primo lungometraggio diretto da Marco D’Amore, il Ciro di Marzio di “Gomorra”, che ne è ovviamente anche il protagonista. Un progetto mai visto in Italia sia a livello produttivo che soprattutto narrativo, come spiega il regista: “L’Immortale è un capitolo a sé rispetto a Gomorra, in cui emerge il punto di vista di uno dei personaggi più controversi e amati della serie Sky. Ma è anche un vero e proprio ponte tra la stagione 4 e la 5. È un esperimento cross mediale che proprio per le sue caratteristiche si rivolge ai tantissimi fan di Gomorra, ma anche a chi la serie non l’ha mai vista. Sono convinto che poi andranno a recuperare tutte le stagioni passate…”. Il film ripercorre l’infanzia di Ciro e ci proietta in un futuro nuovo, in cui per il protagonista “l’immortalità è una condanna. La sua pena è scontare la vita in terra, non avere riparo né salvezza dai fantasmi che lo rincorrono e dal male provocato”, spiega D’Amore.

CALCIATORI “IMMORTALI”

“Senza scomodare Maradona, che è fuori da ogni classifica, dico Roberto Baggio. È un immortale perché ha subito i torti della natura e non si è mai arreso. È uno degli esempi più alti dello sport, insegna quanto sia importante superare anche i dolori e le ferite più grandi inseguendo la propria passione”.

 

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