Marciano contro Acqualatina: “Non ha mai speso i soldi che doveva”

Il consigliere comunale formiano del Partito Democratico fa i conti in tasca ad Acqualatina. Ma lo fa in un’ottica di denuncia partendo dai disservizi che anche a seguito dell’ennesima ondata di maltempo dei giorni scorsi, sta creando disagi di torbidità dell’acqua nel sud pontino e dunque di inutilizzo.

“Da giorni – accusa Claudio Marciano nella nota – l’acqua a Formia e nel Sudpontino è inutilizzabile a causa della torbidità. Acqualatina si giustifica dando la colpa al maltempo ma, alla pari di quanto accaduto nel 2016 per la crisi idrica, i fenomeni metereologici sono solo degli acceleratori che mostrano la negligenza e malagestione di questa società.Quello in allegato è il piano degli investimenti dell’Ato4 aggiornato al 2017 (ultimo di cui possiedo copia e che esiste online). Sulla base di questo piano che sono state calcolate le tariffe, tra le più alte d’Italia.

Ebbene, la quota, di circa 1.5 milioni di euro prevista per ridurre i fenomeni di torbidità della Mazzocollo non è mai stata spesa. Non solo, ma la sua allocazione è sparita negli anni successivi, riducendosi prima della metà e poi del tutto. I lavori per la realizzazione del campo pozzi all’Acervara – che servirebbe in questi casi di emergenza – sono rimasti allo stesso punto di due anni fa, salvo il loro costo essere quasi triplicato rispetto alle previsioni originarie e il problema del  cuneo salino essere diventato di nuovo un forte impedimento (e dopo migliaia di euro di studi e sondaggi che avevano dimostrato il contrario quando si è trattato di autorizzare i lavori). In questo contesto, la dispersione idrica resta tra le più alte d’Italia, i lavori di rifacimento della rete sono al palo, le manutenzioni straordinarie e ordinarie procedono con la lentezza di sempre. L’unica cosa che cambia è l’utile di Acqualatina, che cresce anno per anno di milioni di euro, assieme alle bollette: l’acqua, che in tutte le città italiane civili costa meno delle altre utenze, in Provincia di Latina supera il costo del gas e dei rifiuti per una famiglia.

Sentire il Presidente della Provincia, iscritto al Partito Democratico, difendere questa enorme ingiustizia sostenendo che votando a favore del piano tariffario costruito da Acqualatina si sono ottenuti 4 (miserabili, rispetto alle esigenze) milioni di euro, non si capisce da chi e quando spendibili, fa venire veramente tristezza.

Il Comune di Formia risulta, rispetto a questi eventi, impotente e ipocrita. La Sindaca finora non ha fatto nulla di quanto promesso in campagna elettorale contro il gestore, principalmente perché le sue erano posizioni prive di senso amministrativo e utili solo a fare cassa elettorale. Nessuna iniziativa per la ripubblicizzazione dell’acqua. Nessuna denuncia o atto legale contro il gestore per le sue negligenze in merito ai lavori sulla crisi idrica. Nessun avanzamento sul piano degli investimenti, né tentativo di fare rete con altri Comuni. Nemmeno il famoso ufficio per controllare i lavori di Acqualatina è stato più costituito (per fortuna, tanto sarebbe stato completamente inutile, oltre che illegale).

In questi diciotto mesi se relazioni ci sono state tra Formia e Acqualatina, sono state di buon vicinato: vedasi le assemblee fatte a braccetto con Ennio Cima e i dirigenti di Acqualatina per pubblicizzare i lavori alla rete di Mola e San Giulio partiti con dieci anni di ritardo. Ora, con l’acqua colore delle feci, ci si ricorda che esiste una conferenza dei sindaci dove si può votare contro le decisioni già prese da altri, facendo pura testimonianza. Ci sono tanti piani su cui si può articolare un’iniziativa politica incisiva. Quello sulla ripubblicizzazione, rimasto al palo dal 2017.

Quello sulle penali da esigere tramite STO per i ritardi sugli investimenti di Acqualatina, idem come sopra. Quello per dichiarare legalmente invendibili le quote private di Veolia, facendone scendere il prezzo a livello nominale. Quello in Regione per l’approvazione degli Ato su base idrogeologica e nn amministrativa. Quello del piano degli investimenti, su cui mobilitare tutta la cittadinanza del Sudpontino per autorizzare in tariffa un piano straordinario di lavori sulle nostre reti colabrodo. Forse – conclude Marciano – sarebbe il caso di parlarne in Consiglio Comunale, di riattivare i contatti con i comitati e i movimenti locali per l’acqua, anziché chiudersi nel Palazzo, e fare i talebani a giorni alterni.”