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Maltempo in Veneto, bilancio catastrofico: Zaia chiede aiuto al governo

Da giorni il maltempo si abbatte sul Veneto, provocando danni considerevoli. Il presidente Luca Zaia chiede intervento governativo e sgravi fiscali.

Bisogna “sostenere gli enti locali, il tessuto produttivo e i cittadini gravemente colpiti”, attraverso “ad esempio la sospensione delle rate dei mutui in essere, di tributi, imposte, tasse, adempimenti fiscali, dei termini di pagamento per l’energia elettrica e gas e di quelli per i contributi previdenziali, assistenziali, assicurativi nonché la possibilità di derogare all’obbligo di pagamento dell’ecotassa sui rifiuti”. Questa la proposta di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che invia un’informativa al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Zaia chiede così un provvedimento governativo specifico per aiutare i cittadini, le aziende e gli enti che hanno maggiormente sofferto per il violento maltempo che si è abbattuto sulla regione negli ultimi giorni.

Il bilancio dell’ondata di maltempo assume tratti catastrofici. Nel bellunese, zona più colpita dalla pioggia e dal vento, circa 60mila famiglie sono rimaste senza luce, 100mila polesani sono senza acqua potabile, 2000 strade sono state interrotte, 400km di sentieri sono ora impraticabili, quasi un migliaio di edifici lesi, il 40% della superficie boschiva bellunese è compromessa e le mareggiate hanno devastato una buona parte delle spiagge. Dopo le prime giornate di maltempo, Zaia aveva subito fatto un primo sopralluogo nel bellunese, insieme alle autorità locali. La prima stima riportata dal governatore era di “una miliardata” di danni. In quell’occasione Zaia aveva anche anticipato che avrebbe inviato a Conte un dossier per chiedere interventi. “Quelli finanziari li andremo a quantificare, ci sono misure auspicabili in questa fase sulle quali far mente locale. Ad esempio procrastinare il pagamento delle tasse per i territori che non possono organizzarsi. Da Rocca Pietore non è possibile inviare mail e neppure fare telefonate”, aveva detto Zaia, che ieri ha mantenuto la promessa rivolgendosi al capo del governo.