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Mafia, operazione “Assedio”: confermato arresto a boss

Le indagini hanno accertato i presunti legami tra il clan mafioso di Licata e la politica

PALERMO  – I giudici del tribunale del riesame di Palermo hanno confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presunto capomafia di Licata (Ag) Angelo Occhipinti, personaggio chiave dell’operazione “Assedio”.

Le indagini hanno accertato i presunti legami con la politica e in particolare fra il boss e il consigliere comunale Giuseppe Scozzari, arrestato nel blitz (e dimessosi dopo l’interrogatorio) con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per avere stretto un patto con Occhipinti che prevedeva uno scambio di favori. Scozzari, geometra, responsabile dell’ufficio tecnico dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso, avrebbe messo a disposizione della cosca le prestazioni sanitarie dei medici dei vari reparti e, da consigliere, si sarebbe interessato per fare dissequestrare un immobile in cambio dei voti per farsi eleggere alle amministrative del 2018.

L’arresto di Scozzari, finito ai domiciliari, e’ stato confermato nei giorni scorsi.

Oggi è stato depositato il provvedimento col quale, oltre a rigettare la richiesta di scarcerazione di Occhipinti (difeso dagli avvocati Angela Porcello e Giovanni Castronovo), viene confermato l’ordinanza cautelare per l’ex genero Raimondo Semprevivo, accusato di estorsione aggravata, e per quattro presunti affiliati di Licata e Campobello di Licata.