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Luci ed ombre sulla dinasty della nobile famiglia Durazzo

Parte seconda
Alla luce dell’inaspettata morte del marchese Stefano Cesare Durazzo continuano le diatribe sulla famiglia, e su quella che si può considerare più che una bomba scoppiata inaspettatamente ed incomprensibilmente, all’apertura del testamento lasciato dal marchese dalla sua prematura scomparsa.
A distanza di poco più di due mesi l’ultimo testamento viene cambiato e sostituito dall’ultimo del 28 aprile 2021 a favore di una donna appena conosciuta.
Nel mio testamento come recita il marchese Stefano Cesare Durazzo “… revoco ogni mio testamento precedente e dispongo con la mia intera eredità, cioè tutto il mio patrimonio immobiliare e mobiliare presente e futuro vada….”.

La notizia è stata un fulmine a ciel sereno come avrebbe detto lo stesso marchese Stefano Cesare Durazzo dinnanzi ad una notizia così stravagante instabile ed inaspettata da tutti, buttando al vento sei  secoli di eredità fondate da beni immobiliari ma ancor più da beni mobiliari di ineguagliabile valore.
Una profezia (? – seguirà PARTE TERZA) dalla quale una perfetta sconosciuta per molti se non per tutti, ed apparentemente non presente nemmeno ai funerali dello sfortunato marchese trovato prematuramente morto l’11 dicembre nel corridoio della sua centralissima residenza genovese condivisa per una vita con i defunti ed amatissimi genitori.
Stefano Cesare Durazzo era un uomo dalle semplici abitudini, dai modi gentili che negli ultimi dieci mesi alla vista di chi lo conosceva appariva angosciato chissà da quali pensieri, un uomo infelice e disperato, giovane d’età ma vecchio, troppo vecchio all’apparenza.
Lui che viveva di sagge fatiche quotidiane nel gestire l’immenso patrimonio ereditato dagli avi delle nobili famiglie a cui apparteneva e di cui ci ha lasciato molti e ancor più vivi ricordi. (PARTE PRIMA).
R.i.P. caro Stefano.