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Lotta ai veleni nelle acque

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Nell’ambito del contrasto all’inquinamento idrico con particolare riferimento ai processi di depurazione delle acque reflue industriali  i militari del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale all’esito di un’imponente operazione che ha interessato per diverse settimane le Regioni Campania – Calabria – Basilicata e Puglia hanno deferito all’Autorità Giudiziaria 63 persone tra titolari, amministratori e gestori di aziende\imprese responsabili di inosservanza o assenza delle previste autorizzazioni agli scarichi di tipo industriale, ipotesi delittuosa prevista dal Codice dell’Ambiente (Art. 137) e per la quale si prevede l’arresto da due mesi a due anni o l’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Recependo prevalentemente le segnalazioni di privati cittadini    allarmati dai rischi di contaminazione delle falde acquifere, sotto la lente d’ingrandimento dei militari sono finite aziende operanti nei settori delle materie plastiche, chimiche, di produzione di materiale ferroso, officine meccaniche, autolavaggi nonché alberghi e plessi ospedalieri pubblici o privati.
I controlli hanno consentito di accertare sversamenti illegali, spesso di sostanze altamente inquinanti e tossiche nelle pubbliche fognature, in canali di scolo o nei casi più gravi in corpi idrici superficiali (mare, fiumi o torrenti).
Ingente il valore dei sequestri operati che hanno superato i 5 milioni di euro e riguardato condotte di scarico, vasche di deposito reflui, pozzi, e nei casi più gravi interi impianti di produzione\aziende, dei quali è stata sospesa temporaneamente l’attività. Analoghi controlli verranno reiterati nei prossimi mesi anche in altre Regioni.

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