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Livorno: ai domiciliari l’ex coordinatore della protezione civile

L’ex coordinatore della protezione civile di Livorno si rova agli arresti domiciliari per turbativa d’asta e truffa ai danni dello stato.

Non solo, Riccardo Stefanini è stato anche interdetto dall’esercitare qualsiasi ufficio direttivo e di rappresentanza, anche commerciale, di persone giuridiche e imprese, per un anno.

Le ordinanze sono scattate anche per l’imprenditore Emanuele Fiaschi, titolare della Tecnospurghi e la rappresentante commerciale Nicoletta Frugoli, rappresentante commerciale della società ‘ComunicaItalia’ di Roma.

Riccardo Stefanini ora si trova agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico per una truffa ai danni dello stato che sarebbe avvenuta a maggio.

Stefanini stava fecendo benzina. Ad un certo punto, dopo aver fatto il pieno, riempie di benzina anche una tanica da 20 litri. Ma questo non è l’unico caso in cui avrebbe agito così.

Tra le varie cose che gli vengono contestate c’è anche l’aver utilizzato la macchina del Comune per fini privati e l’acquisizone di beni ottenuti con i bandi della Protezione Civile.

In altre parole, peculato aggravato. Le indagini erano scattate prima dell’alluvione avvenuto a settembre 2017. Le forze dell’ordine, coordinate da Ettore Squillace, raccolsero “elementi probatori rilevanti circa il reato di peculato continuato, aggravato dalla recidiva specifica.”

Secondo l’accusa, l’ex coordinatore della Protezione Civile usava “sistematicamente l’auto di servizio per scopi privati, appropriandosi per consumo personale di beni e materiali ottenuti, a seguito di bandi pubblici, per esigenze di solidarietà della Protezione civile e usando per scopi personali anche la carta carburante del Comune”.