L’impatto dovuto al coronavirus porta un incremento sugli affitti del 25%

L’impatto del coronavirus sulle vendite e gli affitti delle case è decisamente molto rilevante. Andiamo a vedere nel dettaglio come si presenta:

A Milano le case offerte in vendita sono in calo del 21% rispetto a un anno fa, quelle in affitto sono in crescita del 25%. Ma se restringiamo l’analisi ai soli privati il calo dell’offerta è addirittura dell’85%. Nella Capitale l’offerta di affitto è in crescita del 28% mentre le case messe in vendita da privati sono calate del 33%. Tutto questo avviene a prezzi o stabili o in salita rispetto allo scorso anno. Nella tabella si riportano anche le variazioni avvenute dall’avvio il 4 maggio della cosiddetta fase 2 che ha consentito la ripresa dell’attività in ufficio delle agenzie immobiliari. Gli scostamenti, data la ridotta durata del periodo esaminato, sono però assai meno significativi.

Secondo i numeri di quest’anno si venderanno tra 150 e 200 mila case in meno rispetto al 2019 e sarà molto difficile, tranne che per le case nuove in buona posizione nelle grandi città o per gli immobili di pregio, riuscire a vendere al prezzo che si attendeva prima dell’irruzione nelle nostre vite del Covid-19. La previsione unanime degli operatori è che i prezzi potranno calare solo se la crisi economica prendesse pieghe drammatiche, mentre se già l’anno prossimo il Pil, come è nelle ultime previsioni, dovesse rimbalzare la conseguenza sui prezzi sarebbe modesta. Per cui lo scenario più probabile almeno di qui all’autunno è che chi vende per conto suo se non ha bisogno immediato di realizzare non recederà dal prezzo, chi vuol comprare, soprattutto se non cerca un immobile particolare (i piani alti con il terrazzo a Roma e a Milano si venderanno ancora senza fatica) si siederà ad aspettare che i prezzi calino. Un film già visto.

Boom affitti

Perché una parte delle case che prima erano in vendita oggi sono proposte in locazione. Ma si stanno riconvertendo agli affitti di lunga durata anche gli investitori che possedevano immobili che avevano destinato agli affitti brevi o per studenti. Si tratta di mercati che riprenderanno, ma non certo di qui a pochi anni.