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Legge di Stabilità, Genova tra le città in opposizione al Governo

Rischio indebitamento e tagli sui servizi

Il governo da, il governo prende. Se in questi ultimi mesi a Genova sono arrivati, o sono stati stanziati, molti soldi, le risorse per la gestione della macchina comunale potrebbero calare sensibilmente, mettendo a rischio la tenuta dei conti e dei servizi.

A denunciarlo alcuni grandi comuni italiani, con una nota congiunta degli assessori al bilancio: Milano, Torino, Bologna e Genova, con rispettivamente Roberto Tasca, Sergio Rolando, Davide Conte e Pietro Piciocchi. “C’è grande preoccupazione per i nuovi pesanti tagli di risorse sulla parte corrente del Bilancio degli enti locali – si legge nella nota – presenti nel disegno di legge di stabilità approvato dalla Camera venerdì scorso”.

La preoccupazione degli assessori delle quattro grandi città verte, in primo luogo, sull’abolizione del fondo consolidato di 300 milioni di euro che rimborsa i Comuni del minor gettito derivante da agevolazioni per IMU e TASI decise in passato dallo Stato.

Ma c’è anche un’altra preoccupazione condivisa e riguarda l’incremento di ben 10 punti della percentuale di accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità che sarebbe piuttosto opportuno trasformare in un reale fondo di svalutazione crediti con conseguente riduzione di questa riserva.

Il problema è che per i comuni la possibilità di spesa è praticamente già ridotta allo zero, con tutte le risorse destinate alle spese obbligatorie, “quindi non più comprimibile”, spiega Piciocchi. Il rischio è quindi che la civica amministrazione operi dei tagli o si indebiti ulteriormente: secondo fonti di Tursi l’idea della giunta è quella di non alzare le tasse, come promesso in campagna elettorale, ma di ricorrere a mutui ad hoc.

Una situazione però che non può reggere sul lungo periodo: a rischio settori come cultura, sport, manutenzioni. Insomma un baratro inaccettabile per le amministrazioni civiche, prima interfaccia per i cittadini.

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