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La situazione tra le piazze di Firenze è fuori controllo: gruppi di persone ammassate tra loro

Sabato notte in centro, mentre il governo lavorava alle nuove misure anti covid che saranno annunciate oggi, i giovani fiorentini hanno vissuto a pieno quella che potrebbe essere l’ultima notte di (semi)libertà per chissà quanto tempo. Nonostante il divieto di sostare e consumare alcool da asporto fuori dai locali dopo le 21 e nonostante il divieto di assembramenti, in tantissimi si sono riversati non solo fuori dai locali ma anche per le strade e nelle piazze.

Alle 23.30 in Piazza Santa Croce c’è una vera e propria festa, con tanto di casse per la musica e una scorta di bottiglie di superalcolici e birra. Mentre un folto gruppo di ragazzi – quasi tutti senza mascherina – ride e scherza in cima alla scalinata, una ragazza festeggia la laurea con gli amici, versando da bere a tutti. La situazione non è migliore in Via de’ Benci, dove decine di persone sono ammassate fuori dai locali a bere e parlare. Fuori da un minimarket molto affollato, tre ragazzi sorseggiano una birra.

In Piazza Sant’Ambrogio ci sono due volanti dei Carabinieri. Eppure a pochi metri, in Borgo La Croce, la calca è così serrata da impedire il passaggio. Margot, studentessa di Bergamo di 21 anni, è uscita con le amiche per una passeggiata, ma non è contenta di quello che vede: “Rispetto a Bergamo, qui a Firenze mi sembra che nessuno stia facendo niente per limitare realmente i contagi. Le forze dell’ordine non intervengono neanche di fronte agli assembramenti, al massimo guardano le persone ma non fanno assolutamente nulla, e questa è la cosa che mi fa più arrabbiare! Qui fino a tre settimane fa in pochissimi andavano in giro con la mascherina. Solo in questi ultimi giorni, da quando hanno aumentato le restrizioni, si vedono più mascherine, ma ci sarebbe bisogno di maggiori controlli. A Bergamo le persone sono molto più attente, perché non vogliono che si ripeta quello che è già successo, ossia il peggio del peggio. Fanno qualsiasi cosa per evitare i contagi.”