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La proposta di Toti: “palestre aperte e locali aperti fino a mezzanotte”

Niente chiusura delle palestre, locali aperti fino a mezzanotte (come succede adesso), coinvolgere i medici di famiglia nell’esecuzione dei tamponi rapidi come avviene in Liguria e test salivari direttamente in farmacia. Sono le proposte che le Regioni hanno avanzato al governo nel corso dell’incontro di stamattina sul nuovo Dpcm che sarà varato nelle prossime ore per contenere i contagi. La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte è prevista entro la serata.

A riferire la posizione dei governatori è il ligure Giovanni Toti, che è anche vicepresidente della Conferenza delle Regioni, sul proprio profilo Facebook: “‪Proposte di buonsenso che speriamo vengano approvate dal Governo”, commenta. E così le ha definite anche il ministro Francesco Boccia, lasciando intendere che c’è lo spazio per un accordo. Lo stop a palestre e impianti sportivi era una delle novità che Conte stava valutando secondo le indiscrezioni emerse in queste ore da agenzie e quotidiani nazionali.

La stretta agli orari dei locali, da quanto si apprende, potrebbe arrivare solo per le zone col maggior numero di casi e tra queste potrebbe esserci anche Genova, città finita nel mirino del comitato tecnico scientifico insieme a Milano e Napoli. Al momento l’ordinanza in vigore limita solo la vendita di alcol d’asporto (vietata dalle 21) e chiude i distributori automatici, ma consente a bar e ristoranti di restare aperti fino alle 24, solo con consumazione al tavolo.

“Abbiamo chiesto di non intervenire penalizzando ulteriormente i locali pubblici con altre riduzioni di orario – conferma Toti -. Come Regioni vorremmo invece un po’ più di didattica a distanza a rotazione per i ragazzi degli ultimi anni. La Liguria già usa i bus turistici dove si può e dove è utile, ma per alleggerire il carico sui mezzi nelle ore di punta serve anche scaglionare gli ingressi nelle scuole e nei luoghi di lavoro”. Del resto lo stesso Toti due giorni fa non escludeva la possibilità di decidere “ulteriori misure soprattutto per le zone maggiormente colpite dal virus”.

Intanto però la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina precisa che “la scuola resta in presenza perché è fondamentale per tutti, dai più piccoli all’ultimo anno del secondo grado”. Al posto delle lezioni da casa il governo sta pensando a un uso massiccio dei bus turistici per risolvere il problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici.