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La Guardia costiera libica spara sui migranti, tre morti

 

Tre migranti sudanesi sono stati uccisi, e altri quattro feriti, in una sparatoria avvenuta la scorsa notte a Khums, est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia Costiera libica. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) riferendo che “le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di darsi alla fuga”. I cinque migranti feriti sono stati portati in ospedali della zona, mentre la maggior parte dei sopravvissuti all’incidente è stata trasferita in centri di detenzione.

“L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) deplora la tragica perdita di tre vite umane e chiede un’indagine urgente sulla sparatoria avvenuta al punto di sbarco di Al Khums in Libia la scorsa notte, a seguito dell’intercettazione di un’imbarcazione da parte della Guardia costiera libica”. Lo si legge in una nota dell’Unhcr. “Questo incidente sottolinea fortemente che la Libia non è un porto sicuro per lo sbarco”, ha dichiarato Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per la situazione nel Mediterraneo centrale.

“Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili”, ha affermato Federico Soda, capo missione Oim in Libia. “L’utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione”. L’Oim ribadisce che “la Libia non è un porto sicuro” e lancia nuovamente un appello all’Unione Europea e alla comunità internazionale “affinché si agisca con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili”. “È necessario mettere in atto uno sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri – si legge in una nota -. E’ altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli Stati europei e gli Stati mediterranei che si trovano in prima linea”.

Nei primi sette mesi di quest’anno, o almeno fino a ieri, sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera libica, per la maggior parte uomini (5.716), ma anche donne (462) e minori (340) tra cui 84 bambine: lo riferisce l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) in un bollettino settimanale diffuso su Twitter. In tutto il 2019 le operazioni libiche di recupero di migranti in mare avevano riportato in Libia 9.225 persone. Nel 2020 gli annegamenti sulla “rotta mediterranea centrale”, quella che dalla Libia porta all’Italia, sono stati finora 101 e 168 i migranti dati per dispersi, riferisce ancora la grafica Oim. In tutto l’anno scorso, nello stesso braccio di mare, i morti erano stati 270 e 992 i dispersi, ricorda l’agenzia Onu.

In Italia insorge la sinistra, che chiede al Governo lo stop dei finanziamenti ai libici. Ma critiche arrivano anche da Italia Viva e Radicali. Il premier Giuseppe Conte, alle prese con la forte pressione migratoria aggravata dell’emergenza Covid, parla di “situazione complessa che va affrontata con risoluzione, efficacia, tempestività”. Per il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, “occorre lavorare affinché il Governo urgentemente e nella sua interezza affronti in maniera adeguata questa complessa materia. Solidarietà e sicurezza sono valori che possono e debbono andare di pari passo”. E non si arrestano gli sbarchi a Lampedusa ed in Sardegna, mentre scade domani il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse sul bando da 4,8 milioni di euro per una nave-quarantena da inviare in Sicilia, che possa accogliere fino a 460 migranti fino al 31 ottobre.

Intanto in Italia è polemica a Lampedusa il cui hotspot è al collasso. Alcune centinaia di migranti sono stati oggi trasferiti a Porto Empedocle da dove poi partiranno verso alcune strutture in Molise. Si ingrossa poi il contingente dei militari a presidio dei centri di accoglienza per evitare fughe: 400 destinati in Sicilia e un centinaio a Gorizia. Non ci sono infatti solo gli arrivi via mare, tanto che l’assessore friulano alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, ha chiesto al Governo la chiusura di tutti i valichi minori. Cresce il numero dei positivi al Covid sbarcati sabato sera nel porto di Pozzallo dalla nave mercantile ‘Cosmo’.