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La grande attenzione italiana per le coltivazioni sostenibili di cannabis

L’economia si sta facendo sempre più green e l’Italia non vuole essere da meno: cresce così l’attenzione verso politiche anti-inquinamento, in favore della riduzione delle emissioni e per progetti più ecosostenibili o a favore della rigenerazione ambientale.

Benefici ambientali delle coltivazioni biologiche di canapa

Si può fare molto per il pianeta ma, talvolta, le politiche ambientali si rivelano insufficienti se non sono accompagnate da interventi di rigenerazione, che possono assumere la forma di coltivazioni biologiche in cui la canapa figura, senza grandi sorprese, come coltura di prim’ordine. In questo senso, problematiche ambientali come la deforestazione, l’inquinamento delle falde acquifere e l’utilizzo indiscriminato di pesticidi, possono trovare una concreta soluzione grazie (anche) alla coltivazione di cannabis.

Guardando la pianta di canapa più da vicino, infatti, è possibile rendersi conto di tutto quel potenziale che aziende dedite all’agricoltura biologica, come Canapa Farm sul territorio laziale, sanno cogliere e sfruttare per il bene dell’ambiente. In primo luogo, la resistenza innata della cannabis ai parassiti più comuni e aggressivi, rende i pesticidi perfettamente superflui: non usare antiparassitari e erbicidi ha una ricaduta positiva immediata sulle falde acquifere, che non sono costrette ad assorbire, senza la possibilità di smaltire, le sostanze chimiche di questi prodotti, tra i più tossici e nocivi.

A proposito dell’impatto positivo in termini di acqua impiegata, il vantaggio notevole garantito dalla coltivazione della canapa è costituito dal suo ridotto bisogno di irrigazione: la cannabis richiede una quantità di acqua inferiore rispetto alla media delle altre coltivazioni, rendendo più facile ed economica la sua coltura.

Andando, poi, ad analizzare la pianta da un punto di vista biologico, emerge che la canapa è solita rilasciare nutritivi per l’ambiente dal gambo e dalle foglie, dopo la raccolta: il terreno di coltura riesce ad assorbire queste sostanze, uscendone rinvigorito e più fertile. Come se non bastasse, la pianta di cannabis si rivela perfetta per un miglioramento del suolo anche sotto il profilo chimico, poiché le sue radici assorbono tutti quei metalli tossici e nocivi dispersi nel terreno (come il mercurio): un gran vantaggio per la salute degli abitanti delle zone limitrofe ai campi; il tutto, senza contare la profondità e la robustezza raggiunte dalle radici, che così riescono a contrastare l’erosione del terreno.

In sintesi, una piantagione di canapa richiede una quantità minore di cure, agevolando le economie più sostenibili da un lato e proteggendo l’ambiente sull’altro fronte: la sua azione di filtraggio permette anche di smaltire gran parte del carbonio presente nell’aria, in cambio di quantità notevoli di ossigeno; e così la coltivazione di cannabis permette di ridurre notevolmente il quantitativo di agenti inquinanti chimici e naturali presenti nel terreno e nell’aria, migliorando la qualità dell’ambiente circostante, nonché la salute dei suoi abitanti.

Settori di applicazione industriale della cannabis

Sarebbe riduttivo parlare della coltivazione di canapa come di una coltura dai soli effetti positivi per le sue azioni di filtraggio e pulizia dell’ambiente circostante. Le ricadute di un’agricoltura ecosostenibile quale quella della cannabis, infatti, riguardano molti settori dell’economia locale e globale, in un circolo virtuoso sempre più green.

Le applicazioni della canapa in una molteplicità di settori, infatti, rendono non soltanto più variegata un’economia capace di sfruttare sapientemente questa pianta, ma fanno anche in modo che le potenzialità della sua coltivazione possano finalmente essere espresse su una scala ben più vasta. Prodotti quali l’olio di canapa, sfruttabile al 97% per la produzione di un bio-carburante estremamente più conveniente rispetto alle classiche alimentazioni a combustione, possono ad esempio diventare essenziali nel settore energetico.

Ancora, il settore tessile non può che crescere grazie all’impiego di tessuti di canapa, più resistenti e traspiranti, nonché adatti a respingere i raggi UV: le industrie del lino e del cotone avrebbero una diretta concorrente di tutto rispetto. Anche il settore edile può trarre enorme beneficio dall’impiego di canapa: come materiale, è capace di isolare un’abitazione dal punto di vista termico, acustico e igroscopico, respingendo temperature estreme, inquinamento acustico e umidità. La sua applicazione nell’edilizia permetterebbe la lavorazione di strutture migliori, a un più ridotto impatto energetico.

Grazie a studi e investimenti sempre maggiori e a una più ampia attenzione rivolta al settore, la canapa potrebbe riservare altre positive sorprese in futuro, sia dal punto di vista ambientale che industriale.