Sei in: Home > Articoli > Economia > La crisi delle aziende, lo sconforto dei consumatori

La crisi delle aziende, lo sconforto dei consumatori

La crisi che continua a colpire le catene che operano nell’arredamento lasciano spesso i consumatori in difficoltà, ma il diritto va in aiuto dei clienti.

Spesso non si può dare la colpa a nessuno, se un’azienda fallisce. A volte è solo la scure della crisi, che costringe anche i grandi marchi o le consolidate case di distribuzione a chiudere baracca e burattini. Dietro i battenti sigillati, però, restano i consumatori a bussare per un po’ di giustizia. Lo “Sportello dei diritti” si è fatto testimone di tutti coloro che sono rimasti ingarbugliati in questo perverso meccanismo, ottenendo delle scappatoie legali per chi si era affidato all’associazione. Si parla soprattutto di venditori che operano nel settore dell’arredamento, come Magrì Arreda, MercatoneUno e altri. I clienti si affidavano a loro per prenotare i beni, spesso sottoscrivendo pesanti contratti di finanziamento, anche per migliaia di euro, ma quando le aziende sprofondano nella crisi le finanziarie annullano i finanziamenti e non possono fare altro che rimborsare i consumatori che però si ritrovano senza i beni che avevano prenotato e che stavano aspettando. Non ricevono nulla o quasi nulla di quando avevano scelto, selezionato, adattato e immaginato nelle loro mura domestiche.

Alcuni di loro si sono appoggiati all’associazione Lo Sportello dei Diritti, che è riuscito a far ottenere ai clienti la risoluzione del contratto di credito. “Forse però non tutti sanno che il Testo Unico Bancario prevede testualmente all’articolo 125 quinquies che in caso d’inadempimento del fornitore, il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto di credito”, spiega l’associazione. “Peraltro, a seguito della risoluzione del contratto di credito non solo vi è l’obbligo del finanziatore di rimborsare le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato, ma anche e soprattutto il diritto di non dover rimborsare al finanziatore l’importo che sia stato già versato al fornitore dei beni o dei servizi”.