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Incidenti sulle piste da sci, un 2019 orribile per gli appassionati

Nei primi giorni dell’anno sono già sette gli incidenti sulle piste da sci di tutta Italia

AOSTA – Gravissimo incidente sulle piste da Sci in Valle d’Aosta. L’ennesimo di questo 2019 nato all’insegna degli incidenti in montagna. L’ultima vittima è uno snowboarder italiano morto a causa di una caduta mentre sciava fuoripista sopra Courmayeur, in zona di Plan de la Gabba.

Secondo le prime indagini, lo sportivo sarebbe precipitato per 100-150 metriSecondo da un salto di roccia. Assieme a lui c’era un altro snowboarder che è rimasto illeso e ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti il soccorso alpino valdostano e la Guardia di Finanza.

La vittima, di cui è in corso la procedura di identificazione, aveva 25 anni e stava sciando sul “Canale del Bambino”, a valle del Plan de la Gabba, a 1800 metri di quota. La zona – come sottolinea il Soccorso alpino valdostano – è segnalata come “pericolosa” e l’itinerario è vietato agli sciatori, in base a una ordinanza comunale.

Un’inizio di anno horribilis per gli appassionati dell’alta quota

L’episodio di Courmayeur, in Val d’Aosta, è solo l’ultimo di una lunga “lista nera” di tragedie che stanno accompagnando questa stagione invernale. L’incidente più noto che ha drammaticamente inaugurato questo 2019 si è verificato il 2 gennaio in Val di Susa, a Sauze D’Oulx, dove una ragazzina di 9 anni che era in vacanza con il padre, è caduta per una cinquantina di metri ed è morta finendo con gli sci contro alcune barriere a bordo pista. Il 3 gennaio a perdere la vita è stato un 25enne di Piazza Brembana (Bergamo), che stava facendo un’escursione nella zona di Pizzo del Becco, a 2200 metri di quota. Il suo corpo è stato ritrovato il giorno successivo dai tecnici del soccorso alpino e dai vigili del fuoco. Grave anche l’incidente del 4 gennaio a Renon in Alto Adige. Una bimba di 8 anni è morta dopo essersi scontata contro un albero con lo slittino. Con lei c’era la mamma Renata, di 38 anni, che è finita in ospedale in gravi condizioni. Entrambe le vittime erano senza casco. La mamma, per errore, ha imboccato una pista nera e non era stata in grado di governare lo slittino. Ancora ricoverata all’ospedale di Bolzano, è indagata per omicidio colposo assieme al responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico del Corno del Renon. Pauroso incidente anche il 4 gennaio, quando nel Lecchese, un ragazzo di 14anni è rimasto gravemente ferito dopo una caduta sugli sci. L’adolescente stava sciando sulla pista dei Camosci, ai piani di Bobbio, insieme con un gruppo di coetanei ed è caduto riportando un grave trauma cranico-facciale.  Ancora, sabato 5 gennaio intorno alle 9 di mattina a Valbondione (Bergamo) ha perso la vita un 47enne di Berzo San Fermo caduto in un dirupo durante un’escursione. Aveva trent’anni, invece, l’alpinista milanese morto sempre sabato scorso mentre affrontava un canalone sul monte Blumone, in provincia di Brescia tra Valsabbia e Vallecamonica. Con lui c’era una donna che è stata trasportata in gravi condizioni agli Spedali civili con una serie di fratture.

Proseguono, invece, le ricerche di Riccardo Tacconi, il commercialista milanese di 58 anni scomparso venerdì 4 gennaio sul Nevegal, centro montano delle Prealpi Bellunesi.

L’uomo era uscito per andare a correre e non aveva portato con se il cellulare. Moglie e figlia lo aspettavano per pranzo, ma non è più rientrato. La figlia ha postato un appello su Facebook per chiedere che Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Carabinieri, uomini del Soccorso alpino e della protezione civile continuino a perlustrare i boschi dove l’uomo è scomparso.

L’aiuto della tecnologia: in arrivo SAFE

Visto il crescente numero di incidenti su pista – ogni inverno, secondo l’Istituto superiore della Sanità, ci sono non meno di 30mila incidenti in sulle piste da sci Italia – si punta forte sulla tecnologia e sull’innovazione per provare ad arginare il fenomeno. L’ultimo progetto in via di sviluppo degno di menzione è SAFE, un software che permette ai gestori delle piste di monitorare in tempo reale i luoghi dove avvengono gli incidenti. Il sistema informatico è frutto della startup Motorialab nata all’interno della Fondazione di ricerca Bruno Kessler in Trentino. Il sistema permette di raccogliere velocemente i dati e di avere tutte le statistiche necessarie a migliorare velocemente la sicurezza in pista. La raccolta tempestiva dei dati consente di elaborare una serie di statistiche e modelli per individuare le aree più pericolose sulle quali intervenire con presidi di sicurezza per ridurre o eliminare i rischi. Il sistema è già in uso: grazie al lavoro di 240 soccorritori sono stati mappati quasi 28mila soccorsi in 30 aree sciabili.

Come ridurre gli incidenti su pista: le 12 regole per sciare in sicurezza e nel rispetto degli altri

Uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons ha dimostrato che  una delle cause frequenti di infortunio è l’imprudenza, che porta sciatori e snowboarder ad esagerare in velocità e acrobazie. Il primo passo fondamentale per ridurre gli incidenti è infatti il rispetto delle regole: velocità moderata, distanza ottimale, scelta di piste non troppo affollate e non fuori pista permettono di ridurre i rischi di incidenti. Ed è per questo che l’Amsi, Associazione Maestri di Sci Italiani, ha stabilito le 12 regole per la sicurezza in pista.

  1. Rispetto per gli altri. Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo la persona altrui o provocare danno.
  2. Padronanza della velocità. Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità, nonché alle condizioni generali e del tempo.
  3. Scelta della direzione. Lo sciatore a monte il quale, per la posizione dominante, ha la possibilità di scelta del percorso, deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle.
  4. Traiettorie. Bisogna prestare attenzione alle traiettorie degli sciatori in considerazione del tipo di sci utilizzato, telemark, carving o snowboard.
  5. Sorpasso. Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte che a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a una distanza tale da consentire le evoluzioni dello sciatore sorpassato.
  6. Spazio minimo per il sorpasso a bordo pista. È buona norma che lo sciatore non curvi sul bordo della pista, ma lasci sempre uno spazio sufficiente per agevolare il suo sorpasso.
  7. Attraversamento e incrocio. Lo sciatore che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Lo stesso comportamento deve essere tenuto dopo ogni sosta.
  8. Sosta. Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di assoluta necessità, sulle piste e specie nei passaggi obbligati o senza visibilità. In caso di caduta lo sciatore deve sgombrare la pista il più presto possibile.
  9. Salita e discesa a piedi. Lo sciatore che risale la pista deve procedere soltanto ai bordi di essa ed è tenuto a evitare ciò in caso di cattiva visibilità. Lo stesso comportamento deve tenere lo sciatore che discende a piedi la pista.
  10. Rispetto della segnaletica. Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica delle piste.
  11. In caso d’incidente. Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente.
  12. Identificazione. Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne sia testimone è tenuto a dare le proprie generalità.

La sicurezza infatti non va intesa solo verso se stessi. Occorre ricordare infatti che quando si scia ci si trova in un ambiente condiviso con altri sciatori. Rispettare se stessi e gli altri è il punto di partenza per contribuire a fermare definitivamente la mattanza sulla neve che sta caratterizzando questi ultimi anni.

A cura di Giovanni Cioffi