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Inchiesta sanità, Marini perde pezzi: arriva la sfiducia

Il 23 aprile l’Assemblea legislativa dell’Umbria voterà tre mozioni di sfiducia nei confronti della presidente della Regione Catiuscia Marini.

Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, MoVimento 5 Stelle, e i misti di Umbria Next, Ricci presidente-Italia Civica e Fiorini per l’Umbria, chiedono la sfiducia della presidente della Regione Catiuscia Marini. Il motivo? L’inchiesta sui presunti concorsi truccati nella sanità regionale, in cui Marini figura tra gli indagati. Per le opposizioni dell’Assemblea legislativa, la presidente è già colpevole. I gruppi hanno presentato ben tre mozioni di sfiducia, dopo gli arresti per i presunti concorsi pilotati all’ospedale di Perugia. A ufficializzare la decisione è stata Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea, dopo aver ascoltato l’Ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo: si voterà per la sfiducia il 23 aprile.

Carlo Calenda, invece, non si affretta a conclusioni. Lascia alla presidente Marini il beneficio del dubbio, ma in caso di colpevolezza il verdetto politico per Calenda è chiaro: “La rimozione del segretario Bocci non è sufficiente e, in caso di coinvolgimento provato, la Presidente della Regione Marini si deve dimettere come si fa in ogni paese normale”. “La situazione in Umbria è vergognosa, le intercettazioni sono molto chiare, dal punto di vista giudiziario è chiaro che si è sempre innocenti fino a prova contraria ma la responsabilità politica è gravissima”. Il Partito Democratico potrebbe soffrirne, e Calenda lo sa: “Perderemo l’Umbria? Perderemo l’Umbria, ma lo faremo con onore, perché in politica mantenere onore è la prima cosa”.