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Incendio al porto di Savona: 150 autovetture in fiamme. Il sindaco: “Notte difficile”

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Sindaco di Savona: “Quanto accaduto questa notte ne è l’esempio. Cerchiamo di prevenire piuttosto che piangere dopo giovani vite”

Questa notte un impetuoso incendio ha distrutto un terminal auto del porto di Savona. Il rogo, domato solo nelle prime ore di oggi, ha coinvolto oltre 150 auto delle mille che erano parcheggiate all’interno della struttura. Intorno alle 1.40 due squadre di vigili del fuoco di Savona e una di Varazze con autobotte, carro schiuma e carro autoprotettori sono intervenute. Solo grazie all’arrivo di un mezzo dal Panero di Villanova D’Albenga con un getto d’acqua di 50 metri si è potuto spegnere definitivamente il fuoco.

Secondo una prima ricostruzione a causare l’incendio sarebbe stata la mareggiata, la cui violenza avrebbe fatto esplodere le batterie delle vetture.

La sindaca della città ligure, Ilaria Caprioglio, su Facebook, analizza l’accaduto e rassicura la popolazione: “È trascorsa una notte estremamente difficile a causa delle raffiche di vento e della forte mareggiata che ha anche causato un incendio nel porto della città. Si è lavorato incessantemente per fronteggiare le emergenze e si continua a lavorare nel tentativo di riportare la situazione alla normalità. Grazie a tutti coloro che anche in questa emergenza hanno lavorato per salvaguardare la nostra incolumità”.

“In questi ultimi anni – ricorda ancora il primo cittadino – le perturbazioni risultano essere sempre più violente e il nostro territorio, nonostante gli sforzi, sempre più fragile. Quanto accaduto questa notte ne è l’esempio. Cerchiamo di prevenire piuttosto che piangere dopo giovani vite. Un pensiero ai familiari della donna vittima del maltempo ad Albisola e a tutti coloro che questa notte incessantemente hanno lavorato per noi”.

Spiega infine la sindaca: “Davanti a un aggiornamento Arpal sull’allerta meteo non è semplice per un sindaco valutare e prevedere i rischi per l’incolumità dei cittadini. Si riflette, si ci confronta con i tecnici e fra sindaci e poi, nonostante si sia provveduto alla prevenzione con ad esempio la scrupolosa pulizia di torrenti e tombini e si sia pronti a gestire l’emergenza, si decide anche se sospendere o meno le attività scolastiche: questa scelta da molti genitori viene criticata, sono madre anch’io di tre figli e so cosa vuol dire riorganizzarsi per poter andare al lavoro, ma ribadisco che non è mai presa a cuor leggero, è frutto di un attento esame”.