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martedì 4 Ottobre 2022

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In commissione Ambiente primo confronto sull’area marina protetta della Gaiola

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In commissione Ambiente primo confronto sull’area marina protetta della Gaiola

La commissione Ambiente, presieduta da Carlo Migliaccio, ha iniziato, su richiesta del consigliere Demetrio Gennaro Paipais (Insieme per il Futuro) un percorso di ascolto e di confronto dedicato al tema dell’area marina protetta della Gaiola. Tra gli invitati Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Costituzionale alla Federico II e Gianluigi Pastore, componente della commissione Ambiente dell’Ordine degli Architetti. Lucarelli ha ripercorso i termini dell’affidamento dell’area protetta ad un soggetto gestore privato e ricordato la delibera di Giunta comunale 300/21 di presa d’atto dell’Accordo biennale di collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso il soggetto gestore del parco sommerso di Gaiola, l’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Centrale e il Comune di Napoli, nella persona dell’assessore alle libertà civili e alla Salute. Oggetto dell’accordo la zona individuata come b, spiaggia libera attrezzata che rientra nel sistema di balneazione cittadino. A differenza di altre aree marine protette, però, l’atto in questione non prevede la “commissione di riserva”, l’organo di supporto della gestione costituito dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste e delle realtà locali, indicata dalla normativa nazionale in tema di aree marine protette; un organo che ha il compito di formulare proposte ed esprimere pareri, riequilibrando, di fatto, i poteri del soggetto gestore e contemperando tutti gli interessi in gioco, a partire da quelli dei cittadini rispetto all’accessibilità e fruibilità della spiaggia libera.

Per Gianluigi Pastore, la commissione Ambiente dell’Ordine degli Architetti riceve numerose segnalazioni rispetto alla situazione della Gaiola e ritiene necessario che il Comune si muova per risolvere le criticità tecniche, sociali, ambientali e urbane che riguardano l’area. La richiesta è di abolire l’accordo di collaborazione con il soggetto gestore e riaprire l’area alla fruizione pubblica. La commissione, ha annunciato il presidente Migliaccio, proseguirà nelle prossime settimane il confronto con altri soggetti sul tema.