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Il sud potrebbe non avere gli strumenti per sostenere un attacco massiccio nella seconda ondata

E’ il parere del dottore Giovanni De Gaetano, presidente dell’IRSS Neuromed

 

“Oggi siamo di fronte ad una epidemia che ha un chiaro impatto sociale. Noi pensiamo che ad essere maggiormente colpita dal contagio sia la parte più ricca del paese. La mobilità settentrionale è fatta di viaggi, di vacanze sulla neve, di cocktail, di spostamenti di migliaia di persone per le partite ecc, cose che nel meridione avvengono con minore frequenza. Inoltre la pressione economica, riaprire le fabbriche per capirci, è stata molto superiore nelle regioni dei nord che nel sud, per ovvie ragioni, e questo ha favorito il diffondersi della pandemia. Il nord è stato esposto quindi ad una specie di reazione a catena, e questo è uno degli svantaggi di un’area benestante, il rovescio di una medaglia, il prezzo pagato. In Molise o in Basilicata la ridotta disponibilità di risorse, di strutture, di mobilità si è rivelata per ora un vantaggio, ha protetto quelle popolazioni dal contagi”

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