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Il ruolo della famiglia è in crisi?

Un baluardo in tempo di pandemia, ma un attacco ai suoi danni che non accenna a fermarsi

Se qualcuno ancora non aveva chiara la centralità della famiglia e il suo insostituibile ruolo nelle dinamiche dell’antropologia umana, se n’è potuto accorgere durante questi mesi di quarantena dovuti alla pandemia del Coronavirus.

Le famiglie sono state, allo stesso tempo, scuola, ospedale, psicologo, assistenza informatica, ammortizzatore sociale, ludoteca, mensa, servizio di accompagno per i più fragili e di nido per i più piccoli. Quel nucleo pre-politico, riconosciuto e non istituito dalla nostra Costituzione, è stato l’unico vero motore che ha permesso e ancora permette al sistema Paese di tenere botta durante la più grande crisi economica degli ultimi cento anni. Madri e padri di tutta Italia hanno fatto i salti mortali per riuscire ad accudire i loro figli, a tutelare la salute dei loro genitori e a salvaguardare, con le unghie e con i denti, le loro occupazioni. Non meno importante lo sforzo fatto da molti nonni che, non solo hanno rinunciato, per due lunghissimi mesi, a vedere i loro affetti, ma spesso e volentieri hanno mantenuto intere famiglie di figli finite sul lastrico.