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IL PROGETTO DI VITA SMENTISCE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA MICHELE EMILIANO SULLA SANITA’

I fondatori del Progetto di Vita, Adriana Colacicco e Gerardo Gatti, continuano a denunciare l’inefficienza della sanità pugliese che dall’amministrazione Vendola a quella di Emiliano poco è cambiata. L’Oncologico di Bari, tanto elogiato dal Presidente Emiliano, ha una pessima organizzazione a scapito dei malati e delle loro famiglie.

I fondatori del Progetto di Vita, Adriana Colacicco e Gerardo Gatti, continuano a denunciare l’inefficienza della sanità pugliese che dall’amministrazione Vendola a quella di Emiliano poco è cambiata. Sono aumentate le chiusure di presidi, anche quelli di recente riqualificazione con i soldi di noi cittadini. Sono aumentate le promesse non mantenute della riconversione di presidi in punti di assistenza territoriale con conseguenti disagi e liste d’attesa interminabili che un malato e la sua famiglia devono affrontare ogni santo giorno. Il Presidente della Regione Michele Emiliano ha da sempre elogiato il modello della sanità pugliese e sostenuto, con soddisfazione, il modello efficiente e prossimo ai malati della rete oncologica pugliese. Ha dichiarato che durante la sua amministrazione si è rafforzata la rete dei reparti oncologici e ha molto elogiato l’Oncologico di Bari, ma le sue affermazioni si scontrano con la dura realtà quotidiana. Il Presidente Emiliano, ampiamente informato sulle situazioni presenti, non conosce la sofferenza che deve affrontare un paziente sottoposto a chemioterapia. Adriana e Gerardo stanno seguendo le problematiche di tanti pazienti ricoverati all’Oncologico e tanti sono gli aspetti che non vanno bene. Sicuramente il personale medico fa molta fatica a gestire tanti malati e ci sono medici adeguati e professionali, ma l’Oncologico di Bari difetta nell’organizzazione. La mala gestione dei pazienti, che nonostante la loro sofferenza, vivono nell’indifferenza di medici. Siamo tutti esseri umani e come tali, il personale medico e paramedico deve trattare con umanità il paziente. La comunicazione fra medico e paziente è fondamentale, la comunicazione coerente e unitaria non deve creare confusioni al paziente e ai suoi cari, ma deve aiutare e sostenere. Sappiamo bene che le nostre critiche potrebbero essere poco accettate, ma almeno consentono di pensare e riflettere. L’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, definito un polo di eccellenza, non deve avere difetti organizzativi a scapito dei pazienti. È inaccettabile. La salute come sancisce la Costituzione: Articolo 32 – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Quindi, la salute è un bene da difendere e deve essere una priorità del nostro SSN. Oggi il malato oncologico ha pochi centri di riferimento e tanta è la disuguaglianza fra regioni da Nord a Sud. Nonostante i tanti progressi e successi nel campo della ricerca e delle terapie, il cancro è ancora una delle prime cause di morte e a tal proposito è doveroso sottolineare e denunciare le inefficienze al fine di migliorarne il servizio. Si deve migliorare la gestione dei malati oncologici, sostenerli e accompagnarli con umanità insieme alle loro famiglie. È importante per un paziente sentirsi “bene” in ospedale, ma quello che accade all’Oncologico di Bari è differente. Il paziente è poco assistito e sappiamo bene quanto il trattamento di un paziente oncologico sia delicato e deve essere supportato da un ottimo lavoro di èquipe al fine di garantire una terapia adeguata che agevoli la vita del malato. Il disagio che prova un paziente oncologico inizia con il momento della diagnosi ed è importante essere supportati da medici che facilitino il più possibile il benessere personale del malato. Deve essere assicurata, in reparto, la presenza costante di uno psicologo, affinchè il paziente affronti al meglio il percorso della malattia. Questo è assicurato, ma non per tutti. All’Oncologico di Bari, come in altri ospedali, il medico di reparto richiede il supporto psicologico al paziente ritenuto bisognoso, ma Adriana e Gerardo hanno constatato che in alcuni casi in cui, nonostante il chiaro bisogno psicologico, il medico di reparto non ne avanza richiesta. Che tristezza! Si chiedono: “il medico non si rende conto della gravità di alcune situazioni?”; “Non si rende conto che la depressione tipica dei malati oncologici, può peggiorare la
malattia?”; “non si rende conto che il malato deve essere accompagnato da persone forti e consapevoli della situazione che affronterà?”. Il supporto psicologico deve essere previsto anche per i famigliari del malato che così affronta al meglio il suo difficile percorso. Occorrono, quindi, più risorse per la sanità e più attenzione alla spesa pubblica, fino ad ora si è sperperato denaro a scapito della salute dei cittadini. Adriana e Gerardo affermano: “Siamo stanchi di assistere quotidianamente all’insufficienza dei servizi, alla riduzione del personale, a lunghe liste d’attesa e alla mancanza di umanità. Il diritto alla salute deve essere garantito ovunque.“ Adriana e Gerardo non tralasciano l’aspetto della ristorazione sanitaria dell’Oncologico di Bari affidata all’azienda Ladisa che opera in numerose strutture ospedaliere, pubbliche e private da Nord a Sud. Affermano: “Purtroppo accade che il malato ricoverato non riceva il cibo adeguato alla sua patologia e sappiamo bene che non dipende dall’azienda con appalto esterno, ma bensì dai medici di reparto. Il menù in ospedale non si deve trascurare. È un lavoro dettagliato e organizzato che garantisce una corretta alimentazione durante il ricovero di pazienti con diverse patologie che comportano scelte di eliminazione o aggiunte di cibi particolari, oppure di diete specifiche.”
Adriana e Gerardo hanno visto consegnare vassoi a malati oncologici ricoverati con cibi vietati dai medici e da chi dipende tutto ciò?
Il medico deve richiedere, magari con il supporto di un dietista, un menù adeguato al paziente e alle sue patologie. Quindi la prescrizione degli alimenti avviene all’interno dei singoli reparti.
Questa è solo una parte di una triste e dura realtà che i malati oncologici e le loro famiglie vivono ogni giorno. Adriana e Gerardo continuano a denunciare, ma visibilmente colpiti restano senza parole dinanzi ad un grande senso di inadeguatezza nei confronti di malati che sono senza supporto. Tutti abbiamo paura della malattia. Il malato di cancro ancora di più, ha bisogno della verità, di coraggio e di persone che vivano con lui la malattia, perché il cancro ci fa rendere conto che la vita può finire e che occorre vivere intensamente ogni singolo momento. Il supporto psicologico è necessario anche alle famiglie, perché devono essere capaci di leggere le paure dei malati già provati dal dolore fisico e dal pensiero della separazione dai propri cari. Se solo i medici, gli infermieri, i parenti si ponessero in ascolto profondo con i malati oncologici, tanto da farli sentire compresi, vivrebbero più serenamente la malattia.