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“Il lago di Doberdò è unico al mondo”, bisogna tutelarlo

L’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari è intervenuto al convegno “L’Isonzo sotterraneo e il Lago di Doberdò tra speleologia, conservazione e sfruttamento idropotabile”.

“Il Friuli Venezia Giulia ha un territorio meraviglioso ma il lago di Doberdò è unico al mondo. È quindi importante che questa straordinaria risorsa ecologica, che possiede un’enorme biodiversità, venga tutelata, difesa ed anche valorizzata. In quest’ottica sono fondamentali studi dettagliati che ci permettano di comprendere appieno i meccanismi di funzionamento dei fiumi sotterranei tipici del Carso”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale a Patrimonio e Demanio, Sebastiano Callari, intervenendo al convegno “L’Isonzo sotterraneo e il Lago di Doberdò tra speleologia, conservazione e sfruttamento idropotabile”, svoltosi questa mattina a Monfalcone, nel corso del quale sono stati presentati i risultati degli studi effettuati dall’Università di Trieste con l’aiuto della Federazione speleologica regionale nell’ambito di quella che, è stato detto, può essere definita come la più vasta campagna di mappatura delle acque carsiche isontine dalla metà dell’Ottocento.

In merito, Callari ha rimarcato la rilevanza delle ricerche volte alla comprensione del funzionamento della rete idrica sotterranea perché “sarebbe gravissimo e miope mettere a rischio un patrimonio come quello del lago di Doberdò e dell’Isonzo. La Regione, sostenendo questo progetto, vuole quindi essere al fianco di coloro che si stanno adoperando in tale senso e che devono trovare nelle istituzioni il giusto supporto per proseguire in questo interessante lavoro. La ricerca a favore dell’ambiente, infatti, rappresenta un investimento per il futuro di cui beneficeranno le prossime generazioni”. Il valore dell’iniziativa è stata sottolineata anche dal sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, la quale ha spiegato che “l’acqua è un bene fondamentale da tutelare perché significa vita e salute e, di conseguenza, dobbiamo impegnarci a tutti i livelli, istituzionali e non, per valorizzare e proteggere questo patrimonio. Ben vengano le sinergie, anche quelle transfrontaliere, che consentono di studiare e valorizzare le nostre risorse idriche delle quali fruiscono oltre 400mila persone”.