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Il killer di Strasburgo è morto. Termina la caccia all’uomo.

Finisce così la fuga del killer responsabile della strage avvenuta Martedì scorso a Strasburgo

Si sospettava una fuga in Germania, a bordo di una Ford Fiesta, ma in realtà Cherif Chekatt non si era mai allontanato da casa.

Il Ministero dell’Interno ha impiegato oltre 700 agenti di Polizia nella caccia all’uomo che è stato poi ritrovato non lontano da Neudorf, la zona in cui era stato visto per l’ultima volta dopo l’attacco jihadista.

L’attentatore è stato il primo a sparare quando è stato riconosciuto da tre agenti che stavano perlustrando la zona nelle vicinanze di un magazzino di rue du Lazaret, dove si nascondeva.

Uno dei proiettili sparati di rimando dai militari francesi, ha ucciso il 29enne.

Non sono mancati applausi dei residenti da dietro le transenne di sicurezza, residenti accorsi sul posto dopo il riecheggio degli spari.

Nessun agente è rimasto ferito durante il blitz.

Subito dopo la sua morte, è arrivata la rivendicazione dello Stato islamico. “È un nostro soldato”, hanno fatto sapere i tagliagole dell’Isis.

Il sindaco di Strasburgo, Roland Ries, riferisce così ai microfoni della radio France Info: “”È un grande sollievo, un’ottima notizia che permetterà ai cittadini di ritrovare più facilmente le loro abitudini, il loro modo di vita e i propri valori. La minaccia (di Cherif Chekkt, ndr) pesava come una spada di Damocle e turbava i cittadini”.

“Ora possiamo tornare alle nostre abitudini di vita”, conclude Ries pur sapendo che a essere “presi di mira dai terroristi” sono proprio “la nostra cultura e il nostro modo di vita”.

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