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Il gesto di solidarietà di una macelleria di Napoli: offerto posto di lavoro al rider rapinato

La triste storia del rider napoletano che continua ad emozionare. Dopo l’enorme donazione da parte del calciatore della Lazio arriva un’altra gioia per lo sfortunato rider: una proposta di lavoro.

Il titolare di una macelleria e braceria di Ottaviano, Luciano Bifulco, è pronto a offrire un posto di lavoro a Gianni Lanciano, il rider rapinato dello scooter sabato a Napoli. A dare la notizia è stato il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso. “Quello di Bifulco è un marchio rinomato – ha detto il sindaco – noto per la professionalità e la serietà: sono disponibili a dare un lavoro al rider vittima della rapina, che ha espresso il desiderio di tornare a fare il macellaio”.

“Ci troviamo di fronte ad un atto di grande generosità e sensibilità, che da sindaco mi rende orgoglioso – ha sottolineato il primo cittadino -. Appena ho telefonato a Luciano ho trovato subito porte aperte”. Lanciano, 50 anni, sposato e con due figli, sabato sera in Calata Capodichino a Napoli è stato avvicinato e aggredito da sei giovani che gli hanno portato via lo scooter con il quale stava facendo le consegne. La scena è stata ripresa da un testimone e le immagini dell’aggressione hanno fatto il giro del web, innescando una gara di solidarietà per aiutare l’uomo.

“Sono commosso”, ha ammesso il rider. Poi ha espresso un desiderio: poter tornare a fare quel lavoro da macellaio che ha fatto fino a sei anni fa in un ipermercato dell’area a nord di Napoli. “Siamo pronti ad assumere Gianni Lanciano e anche altri – ha spiegato Luciano Bifulco – cerchiamo professionisti del settore della macelleria e della gastronomia. Saremmo contenti di poter esaudire il desiderio di Gianni, di dargli un’opportunità di lavoro dopo il brutto periodo che ha trascorso”.

Quattro i minorenni fermati. Intanto sale a quattro il numero dei minori fermati per l’aggressione. La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due diciassettenni e due sedicenni, al termine della giornata di interrogatori svoltasi negli uffici della questura partenopea. Fermati anche due ventenni.