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Il generale Costa riporta la pace al ministero dell’Ambiente

Al convegno sui rifiuti il ministro Costa ha invitato cinque suoi predecessori. Un chiaro messaggio distensivo rispetto alla linea oltranzista di Galletti

In un contesto politico segnato da tensioni e scontri sempre più forti tra la nuova maggioranza penta-leghista e il “vecchio” sistema dei partiti tradizionali, fa notizia la “stagione della distensione” inaugurata dal generale Sergio Costa al ministero dell’Ambiente. Non è sfuggita ai più, infatti, la decisione del nuovo ministro di invitare ben cinque dei suoi predecessori alla guida del dicastero di via Cristoforo Colombo (Alfonso Pecoraro Scanio, Stefania Prestigiacomo, Corrado Clini, Andrea Orlando e Gianluca Galletti) alle celebrazioni dei “Dieci anni della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (SERR)” tenutesi ieri, mercoledì 5 dicembre, al ministero.

Un’apertura al confronto e al dialogo costruttivo, quello di Costa, che contrasta con il rigido oltranzismo adottato da altri esponenti del governo (si pensi al recente azzeramento del Consiglio superiore di Sanità da parte del ministro della Salute, Giulia Grillo) e che assume ancor più rilevanza se si guarda alla linea che era stata tenuta da Galletti al ministero negli ultimi quattro anni.

Fece clamore, a  maggio di un anno fa, il botta e risposta a distanza proprio tra Clini e l’allora ministro Galletti

L’allora titolare del dicastero di via Cristoforo Colombo, aveva deciso di escludere il suo predecessore dalle celebrazioni dei trent’anni del ministero dell’Ambiente in seguito allo scandalo sui presunti sprechi di denaro pubblico (che dopo gli iniziali squilli di tromba mediatici, latita in sede processuale), salvo fare poi retromarcia dopo le critiche pubbliche e una lettera di sostegno a Clini giunta niente di meno che da parte del presidente emerito Giorgio Napolitano.

Persino i comunisti cinesi, poi, avevano trovato esagerata l’epurazione iconografica della foto di Corrado Clini dal “desk” italiano presente nella sede del ministero dell’Ambiente cinese, da parte dei successori dell’ex ministro del governo Monti, con il più importante quotidiano cinese in lingua inglese (China Daily) che celebrava il successo del programma di cooperazione ambientale realizzato dall’Italia in Cina e voluto proprio da Clini.

La tavola rotonda organizzata da Costa con i suoi predecessori, dunque, non rappresenta un semplice ritorno alla buone maniere imposte dal galateo istituzionale, ma un vero e proprio cambio di rotta rispetto all’era Galletti, basato su una presa d’atto: ci sono rappresentanti delle istituzioni che, pur appartenendo al “vecchio sistema di potere”, hanno avuto il merito di trainare il ministero dell’Ambiente negli ultimi dieci anni verso un processo epocale di trasformazione e innovazione, nel tentativo di affrontare al meglio le sfide dell’oggi e del domani (riscaldamento globale in primis), e dai quali anche il “governo del cambiamento” può trarre utili consigli.

Insomma, sarà il battagliero generale Costa, abituato a combattere la guerra contro i reati ambientali nella Terra dei fuochi, a riportare la pace al ministero dell’Ambiente?

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