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Il caso Ilaria Alpi: Giorgio Comerio, mostro o perseguitato? Parte I

Domani, 20 marzo, ricorre l’anniversario dall’omicidio della giornalista Ilaria Alpi. A 27 anni da quel tragico accaduto, la verità non è ancora venuta a galla. Noi di Oggi Notizie proveremo a fare chiarezza attraverso un’inchiesta a puntate sull’accaduto, grazie alla presenza di nuovi elementi che potrebbero portare a una nuova luce su uno dei casi più oscuri degli ultimi 50 anni. 

Traffico di armi, servizi segreti deviati e faccendieri inquietanti, rifiuti pericolosi. E il caso Ilaria Alpi. E’ questo in sostanza ciò che riguarda l’ingegnere Giorgio Comerio, uno per cui vale la legge di Montanelli. Quale? Delle due l’una. Perché o siamo di fronte ad una delle figure più oscure dell’ultimo mezzo secolo, oppure ci troviamo davanti ad uno dei più grandi perseguitati della storia d’Italia.

La verità come sappiamo ha mille facce ma è certo che il caso Comerio possa definirsi a dir poco particolare. Perché? Perché è raro raccontare o avere a che fare con un uomo finito a tal punto nell’occhio del ciclone senza che ci sia una condanna o uno straccio di prova che possa dimostrarne la colpevolezza in nessuno dei casi a lui attribuitigli.

L’UCCISIONE DI ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN

Il 5 giugno 2017 la procura di Roma ha chiuso per la seconda volta l’inchiesta sull’uccisione del 1994 di Ilaria Alpi portata avanti dal magistrato Francesco Neri – di cui parleremo più avanti – con una richiesta di archiviazione. La Alpi, come sappiamo, era un’inviata del tg3 e oltre a lei, perse la vita Miran Hrovatin, suo operatore.

I due morirono a seguito di un agguato, ancora oggi misterioso, avvenuto a Mogadiscio. Le teorie intorno alla scomparsa della povera Ilaria, sono molte. C’è chi sostiene che la Alpi e Hrovatin furono uccisi perché avevano scoperto responsabilità di faccendieri, affaristi, pezzi deviati dallo stato (loggia massonica P2 – servizi segreti) all’ombra della cooperazione internazionale e traffici di rifiuti e di armi con relativi depistaggi. In sostanza, la Alpi aveva scoperto qualcosa che non doveva scoprire.

Di provato e certificato però non c’è nulla. Secondo l’avvocato Carlo Taormina – che a quel tempo aveva aperto una Commissione proprio per far luce sul duplice omicidio – i due reporter sarebbero stati uccisi per errore, nel corso di un tentativo di sequestro finito male, in un periodo dove ricordo, i sequestri nel medio oriente erano all’ordine del giorno. Sempre secondo Taormina, la povera Ilaria e Hrovatin vennero assaliti da un commando composto da numerosi uomini armati. Per loro la fine era certa.

L’INGRESSO IN SCENA DI GIORGIO COMERIO

Qual è la verità sul caso Ilaria Alpi? Per anni, giudici, presidenti di commissione, avvocati e media si sono scatenati intorno al nome di Giorgio Comerio. Chi è? È un uomo particolare, uno che ne ha viste, su questo non c’è dubbio, uno che nella vita ha fatto molte cose e per questo, è ed è stato probabilmente una figura facilmente attaccabile.

Comerio, come detto, ne ha viste molte. È un ingegnere di livello, ma è anche un giramondo. Negli anni ’80 partecipa alla battaglia nelle isole Falkland tra Inghilterra e Argentina. È stato anche iscritto alla Loggia di Montecarlo, e nel luglio dell’84 è stato arrestato a Lugano per truffa e frode, nonché per violazione delle leggi federali sugli stranieri. Secondo l’accusa, Comerio sarebbe un elemento legato ai servizi segreti e in passato socio dell’avvocato Mills.

Tutto questo però non lo rende a conoscenza, o addirittura il mandante, dell’omicidio di Ilaria Alpi. Il motivo? Perché nulla è mai stato dimostrato e perché il cuore pulsante delle accuse recapitategli, si basa su grandi falsità. Quali? Ve ne parleremo nella prossima puntata della nostra inchiesta su Giorgio Comerio.