Il canarino NELSON WHITMAN è arrivato all’Ospedale Gaslini di Genova

 

Sono arrivate le mascherine di Nelson Whitman all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova per i bambini del reparto di ematooncologia: un’importante azione di solidarietà nata dal desiderio dell’amico pennuto dei bambini e protagonista del libro “Lo strano caso di Nelson Whitman” scritto da Marco David Benadì, e resa possibile dall’iniziativa di quest’ultimo insieme a Marco Calleri, amministratore delegato di Lisanza, Diego Trogher, amministratore delegato di Td group, e Aldieri for children onlus.

Nelson Whitman è l’unico che può volare e perciò in questi giorni porterà le sue mascherine negli ospedali e nelle case di cura d’Italia contribuendo a fare un regalo ai piccoli pazienti suoi amici. Le mascherine, tutte interamente dipinte a mano, sono state realizzate in jersey accoppiato e water repellent, e sono lavabili a 60 gradi. Pensate per essere utilizzate una volta fuori dagli ospedali non sono un dispositivo medico e sono state realizzate per proteggere i bambini nella fascia d’età fra i 3 e i 13 anni. Illustrate da Melissa Pirolo, artista dell’Accademia di belle arti di Brera, che ha aderito con la sua opera al progetto personalizzando le mascherine con la cifra stilistica e il linguaggio grafico del libro.

Con la partenza della fase 2 e la graduale ripresa di attività ed uscite anche i bambini hanno bisogno d’essere protetti da mascherine adeguate e c’è qualcuno che ha voluto pensare a loro, soprattutto a chi, tra di loro, dev’essere ancora più protetto durante la pandemia perché affetto da altre patologie. “Desidero ringraziare di cuore – ha ha detto a nome di Nelson Whitman Benadì – alcuni amici speciali che hanno reso possibile questo progetto: in primis Marco Calleri perché Lisanza è il maglificio che ha realizzato le mascherine e con cui ho progettato sin dall’inizio quest’iniziativa, Diego Trogher perché Td Group ha contribuito concretamente al progetto con la distribuzione delle mascherine e Aldieri for children onlus per aver creduto, supportato e sostenuto questo mio progetto. Non voglio ancora vedere i sorrisi dei bambini perché spero di vedere i loro occhi sorridere al sole e ad un nuovo tipo di libertà, ma sempre protetti e sicuri”.