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I contenuti del decreto Genova: ecco le norme che hanno fatto infuriare il Pd

Due le voci principali e più discusse del decreto: l’emergenza del Ponte Morandi a Genova e il condono per l’abusivismo a Ischia

Nella notte, dopo non poche tensioni, è stato approvato alla Camera con 284 Sì il Decreto Genova, che ora passerà al Senato per la seconda lettura, in attesa di essere convertito in legge entro il 27 novembre. L’approvazione era stata rallentata dai parlamentari del Partito democratico, che per ore ieri hanno fatto ostruzionismo, contestando alcune delle misure previste nel decreto. A favore hanno votato Pd, Fi e Fdi, contro M5s e Lega.

Due le voci principali e più discusse del decreto: l’emergenza del Ponte Morandi a Genova e il condono per l’abusivismo a Ischia. Ecco tutti i contenuti del Dl Genova, che piace poco alle opposizioni che si sono opporti con veemenza alle norme che riguardano Ischia (definito dai dem “Condono Di Maio”) e a quelle sui fanghi in agricoltura.

Commissario straordinario per Genova: Marco Bucci, scelto per ricoprire questo delicato ruolo sarà in carica per 12 mesi (rinnovabili per non oltre un triennio), è dovrà rispettare le norme del codice antimafia in tutte le fasi che concernono il Ponte Morandi: demolizione, progettazione e ricostruzione.

Autostrade pagherà la ricostruzione del nuovo ponte: secondo quanto previsto dalla norma, spetta ad Aspi provvedere alle spese di ricostruzione del viadotto. Qualora la società guidata da Giovanni Castellucci non dovesse intervenire o dovesse ritardare i pagamenti, è autorizzata una spesa di 30 milioni l’anno fino al 2029, pari dunque a 330 milioni. Il Commissario per la ricostruzione potrà affidare al concessionario i lavori di demolizione e rimozione delle macerie.

Zona Franca e Zona Logistica: il decreto individua nel territorio della Città metropolitana di Genova una Zona “Franca” e una Zona “Logistica”. La prima prevede agevolazioni ed esenzioni fiscali per le aziende che hanno perso almeno un quarto del fatturato dal 14 agosto – giorno del crollo del Ponte Morandi – al 30 settembre 2018. La seconda interessa principalmente il porto e il retroporto e consiste nell’istituzione di procedure semplificate per le imprese che vi operano.

Aiuti e agevolazioni per i cittadini: sulle case sgomberate i cittadini non pagheranno alcuna tassa e non saranno tassati neppure gli indennizzi ricevuti. Le cartelle esattoriali saranno sospese fino a fine 2019: vengono così ristorati del fatturato perso imprese, artigiani e professionisti coinvolti. Invitalia può ricontrattare i prestiti agli imprenditori, fermare le esecuzioni e i pignoramenti e dare un po’ di respiro alle famiglie. Per il trasporto locale sono previsti 23 milioni di euro, più altri 20 per il rinnovo del parco mezzi. Per le spese affrontate dagli autotrasportatori per le difficoltà logistiche sono previsti 20 milioni. Trenta milioni, invece, sono stanziati per agevolare i flussi in ingresso e in uscita dal porto di Genova.

Terremoti: in merito ai terremoti del Centro Italia, una modifica alla normativa vigente ha allargato la sanatoria sulle piccole difformità edilizie che impediscono la ricostruzione ai casi di mancato permesso di costruire (o in difformità da esso) e agli incrementi di volume, nei limiti individuati Regione per Regione dai rispettivi piani casa.

Il nodo “Ischia”: l’articolo 25, che ha tanto fatto infuriare le opposizioni, modificato in commissione, prevede che entro 6 mesi i 3 Comuni di Ischia colpiti dal sisma 2017 rispondano alle richieste di sanatoria presentate in base al condono edilizio tombale del 1985. Se il condono verrà negato, il proprietario dell’edificio non riceverà i fondi per la ricostruzione. Se l’abuso, dopo il vaglio delle autorità preposte a controllare vincoli paesaggistici e idrogeologici, verrà sanato, alle volumetrie aggiuntive condonate non andrà alcun contributo per la ricostruzione.

Usufruiranno cioè del condono tutti gli edifici che per la legge del 2003 sono insanabili.

I fanghi: altro tema caro ai dem è quello ambientale. i parlamentari del Pd hanno infatti contestato la norma che prevede l’innalzamento di 20 volte da 50 a 1.000 mg per chilo del limite da non superare nei fanghi ai fini dell’utilizzo in agricoltura per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, Toluene, Selenio e Berillio, Arsenico e Cromo totale.

 

A cura di Giovanni Cioffi