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Gli Usa riaprono i confini. Limiti ai no vax in Austria

 

Cadono le restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti per i viaggiatori internazionali introdotte nel 2020 a causa della pandemia. Come annunciato dalla Casa Bianca alla fine di ottobre, da oggi, si riaprono i confini per chi viene da Europa, Cina, India, Brasile e Sudafrica, sia per turismo che per motivi di studio o di lavoro.

Bisognerà però essere pienamente vaccinati e testati (entro tre giorni dalla partenza).

In Austria i non vaccinati da oggi non possono più accedere a ristoranti, movida, parrucchieri, hotel, eventi culturali e neanche agli impianti di risalita.

Inoltre, da oggi la mascherina Ffp2 va indossata nei negozi, musei e biblioteche. I trasgressori rischiano una multa di 500 euro, i gestori addirittura 3.600 euro. L’esclusione dei no vax dalla vita sociale ha fatto salire il numero delle vaccinazioni. In Tirolo, con 3.200 prime dosi, il numero è triplicato rispetto ai fine settimana precedenti, scrive la Tiroler Tageszeitung. Con un’incidenza che ormai tocca quota 600 Vienna teme che la Germania ancora questa settimana possa emettere una raccomandazione sull’inopportunità di recarsi in Austria, mettendo così a rischio l’imminente stagione invernale. A preoccupare il numero dei ricoveri in terapia intensiva, dove ormai sono occupati 365 dei 659 letti disponibili. Nel frattempo l’università Alpen Adria di Klagenfurt ha annunciato che dal 15 novembre negherà l’accesso al personale e ai studenti no vax. “Non è cattiveria ma buon senso che ci spinge a questo provvedimento”, ha detto il rettore Oliver Vitouch. “Chi rifiuta categoricamente il vaccino dovrebbe interrogarsi se l’università è la cosa giusta per lui”, ha aggiunto

Intanto in Germania il numero di nuovi casi di coronavirus per ogni 100mila abitanti ha registrato negli ultimi sette giorni un nuovo record a quota 201,1, il livello più alto dall’inizio della pandemia. E’ quanto emerge dai dati ufficiali diffusi oggi. Il precedente record, di 197,6, era stato segnato nei sette giorni dal 15 al 22 dicembre del 2020.

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 39.400 nuovi casi di Covid-19 e 1.190 decessi provocati dalla malattia: lo riferisce il centro operativo nazionale anti-coronavirus, ripreso dalla Tass. Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia nel Paese sono stati rilevati 8.834.495 casi di Covid-19. In Russia vivono circa 146 milioni di persone.

Per la prima volta in 15 mesi in Giappone non si è registrato alcun decesso collegato al Covid-19. Secondo i dati del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore i contagi di coronavirus a livello nazionale hanno evidenziato 162 casi, mentre il numero dei pazienti in terapia intensiva è stabile a 100. A differenza delle nazioni europee e degli Stati Uniti, già da diverse settimane le infezioni nel Paese del Sol Levante mostrano un progressivo declino, mentre la campagna vaccinale procede spedita, con il 73% della popolazione che è stata immunizzata. Il maggior numero di vittime su base giornaliera in Giappone è stato registrato nel maggio di quest’anno, a quota 216, per poi stabilizzarsi gradualmente in numeri singoli nei giorni recenti, conseguenza del sorprendente allontanamento della quinta ondata in tarda estate. Dall’inizio della pandemia i decessi ammontano a 18.320. A partire da oggi il governo di Tokyo ha deciso la riduzione del periodo di quarantena da 10 a 3 giorni per le persone in viaggio di affari che abbiano ricevuto due dosi del vaccino contro il Covid-19, e gradualmente verrà consentito il rientro anche agli studenti dotati di un permesso di studio, e agli impiegati con qualifiche specifiche e in possesso di una speciale autorizzazione da parte del datore di lavoro. La nuova direttiva non riguarda al momento i viaggiatori che desiderano recarsi in visita in Giappone per ragioni turistiche.