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Gite fuori porta, escursioni e pic-nic: aumentano le denunce per chi viola il decreto

C’è chi ha preso la macchina per andare alla ricerca di posti isolati sulle alture della città, chi si è piazzato in spiaggia a prendere il sole, chi con la scusa della “passeggiata consentita” si è portato il pranzo al sacco da consumare nell’area verde: nonostante le raccomandazioni (in gran parte recepite, va detto, come assicurato anche dal governatore ligure Giovanni Toti), nei giorni in cui in Liguria si lotta strenuamente contro il coronavirus ci sono ancora tante, troppe persone che non rispettano i limiti imposti dal divieto “Io resto a casa”, quello che la scorsa settimana ha trasformato tutta Italia in un’unica zona protetta e imposto di rinunciare a spostamenti non necessari.

Nel weekend, complice lo stop alla stragrande maggioranza delle attività lavorative (le uniche che consentono spostamenti più lunghi), le denunce da parte delle forze dell’ordine sono aumentate esponenzialmente. Famiglie che hanno organizzato scampagnate ed escursioni convinti che i sentieri delle alture fossero esclusi dal divieto, giovanissimi che in barba alle raccomandazioni sono usciti in gruppo in bicicletta o a piedi per trascorrere il pomeriggio fuori, villeggianti provenienti da fuori regione che sono stati “pizzicati” fuori dalle loro abitazioni nonostante l’obbligo di rimanere tra le mura di casa.

Polizia, carabinieri e polizia Locale hanno trascorso il weekend a far rispettare i controlli: oltre 100 le persone fermate e controllate dai militari nel fine settimana, una quarantina le denunce per violazione dell’articolo 650 del codice penale (inosservanza delle disposizioni dell’autorità), ma «anche noi stiamo cercando di districarci con buon senso da una situazione molto complessa – conferma una fonte investigativa – Sabato abbiamo fermato una coppia di pensionati che da Montoggio si era mossa sino a Casella per andare al supermercato. Avevano la spesa in auto, e si sono giustificati dicendo che a Montoggio non erano riusciti a fare acquisti. In questo caso ammoniamo, invitiamo a tornare a casa e lasciamo perdere la denuncia».

Altri controlli, invece, sono culminati con la denuncia: è il caso, per esempio, del genovese che sabato notte è stato trovato in macchina senza auto certificazione e motivi validi per uscire, e che ai militari ha dato generalità false perché a suo carico c’era un provvedimento cautelare che gli imponeva di restare a casa in orario notturno (a prescindere dal decreto anti contagio da coronavirus). O ancora, dei due rapallesi trovati a spasso per le vie di Rapallo a bordo di uno scooter, che in tasca avevano anche alcune dosi di marijuana.

In generale, i genovesi sembrano comunque avere compreso la necessità, come dimostrato le foto postate dal sindaco Marco Bucci e dal governatore ligure Giovanni Toti, che mostrano foto di luoghi come Boccadasse e Nervi praticamente deserte. Non è mancato, però, chi ha approfittato della domenica di bel tempo per uscire in mare con la canoa o per pescare, ed è stato avvicinato da vedette della Capitaniera di Porto e invitato a rientrare.

Anche in provincia i comportamenti sono stati in molti casi poco virtuosi. Il sindaco di Rapallo, Carlo Bagnasco, è stato solo l’ultimo a chiedere, nuovamente, collaborazione da parte dei cittadini: «Così non va bene. Nel weekend appena trascorso è stata segnalata la presenza di troppe persone che, anche in gruppo, hanno percorso i sentire collinari per poi fermarsi a prendere il sole e a fare picnic sui prati – ha scritto su Facebook – La normativa non prevede affatto questo e permane il divieto di creare assembramenti. Polizia municipale e forze dell’ordine stanno moltiplicando controlli e sanzioni sul territorio, ma serve la collaborazione di tutti per evitare dispendio di forze». “