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‘Giornata storica’ a Genova Begato, la diga non c’è più

 

“Una giornata storica” l’abbattimento delle “dighe” di Begato, 175mila metri cubi di cemento che da quarant’anni insistevano sulla Valpolcevera non ci sono più e al posto degli edifici dove vivevano quasi 800 persone adesso c’è un grande spazio aperto. Qui prenderà forma un nuovo concetto di quartiere.

“Abbiamo concluso la prima fase in anticipo – spiega il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – e oggi possiamo partire con la seconda, che prevede la realizzazione di una nuova edilizia ambientalmente compatibile, grazie al recupero di 47 alloggi preesistenti, collocati in via Checov”. “E’ un concetto di edilizia che non deve più esistere – ha sottolineato il sindaco Marco Bucci – e oggi lo cancelliamo del tutto. Un taglio netto con il passato che ci permette di ridare dignità non solo al territorio ma anche, e soprattutto, alle persone”.
La demolizione delle dighe di Begato è durata un anno e ha portato all’ abbattimento delle due costruzioni per un totale di 30.000 metri cubi di detriti e 1000 tonnellate di ferro. Ora Arte Genova su mandato di Regione Liguria realizzerà 60 appartamenti di cui 20 di edilizia residenziale sociale e 40 di edilizia residenziale pubblica che avranno una superficie media di 60 mq, distribuiti su tre edifici di 6 piani ognuno. “Regione Liguria ha vinto il bando Pinqua, ottenendo 15 milioni di euro – ha ricordato l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola – e il progetto presentato è diventato un modello di riferimento a livello europeo”. Il progetto valorizzerà tutta la zona con la realizzazione di una nuova piazza alberata chiamata Piazza del Diamante, un Parco Urbano con attività sportive, il recupero dei campi esistenti, attività ricreative, aree gioco e didattiche, oltre a servizi e spazi aggregativi.
“Il progetto avviato in questi anni – commenta l’assessore ai Lavori pubblici e Politiche della casa del Comune di Genova Pietro Piciocchi – rappresenta un modello a livello nazionale e una rivoluzione copernicana nella visione dell’ edilizia pubblica che, in controtendenza con la visione del passato”.