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Giornata Mondiale della Pace a Bologna, Mons. Zuppi: “Iniziamo a essere uomini di pace e a vivere la buona politica”

Monsignor Zuppi: “Non facciamo crescere i semi di divisione gettati nel cuore degli uomini”

BOLOGNA, La 52/a Giornata Mondiale della Pace, quest’anno dedicata alla “buona politica al servizio della pace”, è stata l’occasione per i numerosi bolognesi che hanno partecipato alle diverse iniziative in città di riflettere sull’importanza dell’impegno civico, dell’integrazione, del rispetto e del rifiuto di ogni forma di violenza. Molto incisivo nel suo messaggio è stato, senza dubbio, l’ arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Zuppi che nell’omelia pronunciata nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio ha invitato i cittadini a fare «la propria parte per il bene comune: la politica inizia dagli atteggiamenti e dalle scelte personali e tutti siamo chiamati a costruire la casa comune e a contribuire alla buona politica». Riprendendo quindi il tema centrale della Giornata ha precisato come la «buona politica è al servizio della pace» e anche se «c’è chi pensa che politica e buono non possano andare insieme, politica e buono devono andare insieme». In questo periodo storico, ha osservato, «viviamo in un clima di sfiducia davanti al quale non si deve smettere di cercare il fiore fragile della pace che cerca di sbocciare tra le pietre». «Iniziamo noi – ha argomentato – a essere uomini di pace e a vivere la buona politica. Le nostre città necessitano di artigiani della pace». Monsignor Zuppi ha ricordato come «siano troppi i semi di divisione gettati nel cuore degli uomini: non facciamoli crescere».

«Il male è sempre inquietantemente fertile e i semi di divisione producono frutti di sofferenza e violenza».

«Quindi –  ha ribadito Zuppi – si deve essere accorti, anche nell’uso delle parole. Come operatori di pace non vogliamo lasciare fuori nessuno: seminare pace intorno a noi è santità». «Facciamolo – ha esortato -: seminiamo tanta pace anche quando pensiamo non convenga o ci faccia apparire deboli o ingenui perché un uomo di pace non è ingenuo e non è per niente debole».

Nella sua omelia, l’Arcivescovo di Bologna ha poi aggiunto che «se non si semina la pace, se non la si difende, se non la curiamo», questa «è in pericolo perché è sempre minacciata dalla zizzania. Se non seminiamo la pace – ha aggiunto – la togliamo a coloro che vengono dopo di noi». In questa situazione, a giudizio di Zuppi, «non far nulla è complice del divisore. Che fa credere che dobbiamo essere contro qualcuno» o essere «senza qualcuno per stare bene: il cristiano, invece, è chiamato a cercare quello che unisce e non quello che divide. Per questo il cristiano costruisce ponti ed è di una unica parte, quella della pace». Anche se, ha rimarcato l’Arcivescovo emiliano, «non è un sogno facile. Occorre impegnarsi». È un po’ come essere un «artista che crea mosaici». «I mosaici – ha concluso Zuppi – non vengono bene con due colori: i mosaici vengono bellissimi quando hanno moltissimi colori, moltissime sfumature».

Una riflessione ampia e profonda che Monsignor Zuppi ha intervallato a citazioni musicali inaspettate. Un piacevole ballo catartico sul valore del tempo e del dono, al ritmo delle parole/note di “We can work it out” dei Beatles e di “Auschwitz”di Guccini. «Il tempo è nostro, ma come tutto quello che siamo e abbiamo perché non finisca dobbiamo ricordarci che è donato e che solo capendo il senso del dono e quindi donandolo a nostra volta non si perde. È proprio vero che la vita è breve e, come cantava qualcuno “non c’è tempo, non vale la pena, per agitarsi e combattere”; mentre un altro interrogava tutti su quando l’uomo finalmente imparerà a vivere e a farlo senza ammazzare o senza lasciarlo fare, aggiungo», ha detto.

La marcia

Tra le iniziative più partecipate nel capoluogo emiliano la Marcia della Pace, partita in piazza VIII Agosto e conclusa davanti alla statua del Nettuno. Dietro lo striscione arcobaleno con scritto ‘Bologna cammina per la Pace’, oltre un migliaio di persone, tra cui il sindaco Virginio Merola e lo stesso arcivescovo Zuppi. La manifestazione ha goduto del patrocinio del Parlamento regionale e del Comune di Bologna e ha visto collaborare realtà come la Curia di Bologna, l’Associazione Papa Giovanni XXIII, la Comunità islamica di Bologna e un vasto mondo culturale, politico e religioso. «Dio – ha scritto nel suo messaggio inviato alla manifestazione Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna – non vuole odio tra i propri figli. La pace non è solo assenza di guerra, è un modo di vivere basato sul rispetto reciproco, sul riconoscere agli altri gli stessi diritti che vogliamo riconosciuti a noi stessi. In questi anni – ha concluso – con la propria attività culturale e il proprio impegno l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna sta lavorando per rafforzare la cultura della pace e del rispetto reciproco».

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