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Gianni Pastorino è il nuovo segretario generale Slc Cgil Genova

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Genova – Questa mattina si è riunito presso la Camera del Lavoro di Genova il Comitato Direttivo Provinciale del Sindacato Lavoratori Comunicazione durante il quale Gianni Pastorino è stato eletto all’unanimità nuovo Segretario Generale. Pastorino prende il posto di MariaPia Scandolo che continuerà il suo impegno in Cgil assumendo altri incarichi in Confederazione.
Pastorino è nato a Genova il 26 luglio 1959. Assunto alla Dogana di Ponte Chiasso nel maggio 1984 viene eletto delegato della Funzione Pubblica Cgil nel settembre dello stesso anno.
Trasferito alla Dogana di Genova nel maggio 1988, viene nuovamente eletto delegato ed entra a far parte del Direttivo della Funzione Pubblica di Genova nel 1990. Nel 1997 entra a far parte della delegazione nazionale che si occupa di contrattazione nelle dogane e nel 1998 ne diventa Coordinatore Nazionale.
Nel 2000 entra nell'apparato della Funzione Pubblica di Genova con la delega alle funzioni centrali. Nel frattempo, è tra i firmatari del primo CCNL delle Agenzie Fiscali che interessa oltre 65 mila lavoratori. Alla fine del 2006 assume la carica di Segretario delle autonomie locali della provincia di Genova e segue la contrattazione del Comune di Genova. Nel 2008 firma il contratto integrativo del Comune e nello stesso anno il CCNI delle Dogane. Nel 2009 ritorna alla funzioni centrali in qualità di segretario e nel 2010 assume l'incarico di Segretario Organizzativo. Dal 2007 è componente del Comitato Direttivo della Camera del Lavoro di Genova. A margine dell’elezione Pastorino ha dichiarato “L’incarico che mi è stato affidato oggi è di grande responsabilità. La categoria che rappresento è una delle più falcidiate dalla crisi economica e da scelte politiche ed industriali che negli anni hanno ridotto gli investimenti alla cultura, all’editoria, hanno ridimensionato interi settori quali la telefonia e le poste – e conclude – Per alcuni aspetti, la sfida della categoria è la sfida del Paese: la contrazione degli investimenti e il progressivo abbandono di un sano modo di fare impresa, si sta rivelando fatale per tutte i paesi industrializzati e il nostro non fa eccezione”.