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Furti di sabbia dalla Sardegna, i turisti riempiono le bottiglie

Sabbia e conchiglie sono i souvenir più ambiti per i turisti in Sardegna. Nonostante controlli e divieti, i visitatori fanno a meno di riempire bottiglie.

Riempiono le bottiglie con la sabbia delle spiagge sarde, le nascondono nei bagagli e sperano di farla franca. Sembrano disposti anche a sfidare i controlli i turisti che vogliono portarsi a casa dei pezzi di Sardegna come souvenir. Tuttavia, spesso finisce male per i furbetti. Oltre ad attirare su di loro una il disagio di una gran brutta figura, i contravventori vengono colpiti da un’inevitabile segnalazione. L’ultimo episodio risale a ieri, quando nel porto di Olbia Isola Bianca due turisti romani sono stati fermati dagli agenti della Security dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Nel corso dei controlli di routine, infatti, i turisti sono stati trovati in possesso di sabbia che avevano prelevato da una spiaggia, anche se non si sa quale spiaggia fosse poiché la sabbia non era catalogata. I due sono stati segnalati al Nostromo della Capitaneria di Porto. Nel corso degli stessi controlli di routine, sono state trovate nel mezzo in imbarco, diretto a Livorno, tre bottiglie piene di sabbia e tre bustine riempite con le conchiglie, per un totale di circa quattro chili.

Non si tratta affatto di casi isolati. I ritrovamenti di ieri sono solo l’ultimo di una lunga lista di episodi analoghi, e non solo nei porti, ma anche in aeroporti. È un fenomeno in costante crescita. I uristi cercano di rubare, sabbia, rocce, pietre, conchiglie e molto altro, e gli agenti della security sono sempre più attenti perché questo furto di risorse naturali si fermi, prima di raggiungere un punto di non ritorno. Nel corso di un’altra operazione, ad esempio, gli agenti del Corpo Forestale di Dorgali hanno fermato una turista che aveva riempito dei sacchetti di sabbia della spiaggia di Osala, per un totale di 13 chili divisi in quattro sacchetti. Chi porta via, detiene o vende sassi, sabbia o conchiglie, anche in piccole quantità, rischia una multa di anche mille euro.