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Frosinone: donna uccisa perché non voleva prostituirsi

La ragazza era stata trovata morta il 23 agosto dello scorso anno, in un apiazzola di sosta sulla Monte Lepini, tra Latina e Frosinone.

Dopo il ritrovamento del corpo erano subito partite le indagini, coordinate da i pm Carlo Lasperanza e Luigia Spinelli. Alla fine, il corpo senza nome è stato identificato. Si tratta di Gloria Pompili, 23 anni.

La ragazza era vittima dei sopprusi dei parenti che la costringevano a prostituirsi. Non solo, le avevano anche sequestrato il cellulare e la picchiavano se provava a ribellarsi.

In base all’autopsia, la ragazza sarebbe stata pestata a morte. Alla scena, avrebbero assistito anche i suoi due figlioletti. Oggi, gli imputati per la morte di Gloria e sfruttamento della prostituzione sono Loide Del Prete, 40 anni, cugina della vittima, e il compagno della 40enne, Saad Mohammed Elesh Salem, di 24 anni, di nazionalità egiziana.

I due sono stati arrestati un mese dopo l’omicidio della ragazza. Sembra che alla scena di inaudita violenza abbiano assistito anche i figli della vittima.

In questo modo diventano dei tastimoni chiave per questa triste vicenda. I due imputati avrebbero  “agito con crudeltà, avendo infierito su una donna esile e già provata da un pestaggio che aveva subito la mattina dello stesso giorno in cui è deceduta, di aver approfittato di circostanza di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”.

Il 6 novembre inizierà il processo.