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Fondi russi alla Lega, ora indaga la Procura di Milano.

Con l’ipotesi di corruzione internazionale è stata aperta un’inchiesta dopo l’audio diffuso dal sito americano BuzzFeed. Intanto divampano le polemiche.

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. L’ipotesi di reato è corruzione internazionale ed è stata formulata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, che hanno già sentito alcune persone. I fatti risalgono al 18 ottobre scorso, 24 ore dopo una visita di Matteo Salvini nella capitale russa. In una sala dell’hotel Metropol di Mosca si incontrano tre russi e tre italiani, incluso Gianluca Savoini, storico collaboratore del vicepremier leghista e dal 2013 presidente dell’associazione “Lombardia-Russia”, da sempre il tramite fra la Lega e Mosca. Uno scenario che aveva sullo sfondo un maxi-affare petrolifero con un obiettivo: far arrivare in Italia rubli per finanziare la campagna elettorale del Carroccio in vista delle Europee.

Secondo il sito americano BuzzFeed, che ha fatto riaprire un caso già scoperchiato dall’Espresso, la registrazione audio di cui è in possesso – della durata di un’ora e 15 minuti – testimonierebbe «la trattativa, che avrebbe coinvolto un’importante compagnia petrolifera russa che avrebbe dovuto vendere in un anno almeno 3 milioni di tonnellate di carburante all’italiana Eni per un valore di circa 1,5 miliardi di dollari». Con un avanzo pari a 65 milioni da destinare al partito italiano. Matteo Salvini ha subito replicato: «Ho già querelato in passato, lo farò ancora: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka dalla Russia». Anche lo stesso Savoini, all’Ansa, annuncia querele. «I soldi dove sono? Ovviamente non ci sono. Il resto è fuffa». Il caso è appena scoppiato e si attendono sviluppi.