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Fisico, quinta ondata legata ai non vaccinati

 

Una “piccola quinta ondata legata ai non vaccinati”: interpreta così l’aumento dei casi di Covid-19 registrato negli ultimi giorni in Italia il fisico sperimentale dell’Università di Perugia, Luca Gammaitoni.

“Il principio è sempre lo stesso, finché c’è legna da ardere il fuoco brucia e se fossimo stati tutti vaccinati saremmo già fuori dalla pandemia”, afferma parlando con l’ANSA.

Considerando “l’intera popolazione”, Gammaitoni stima in circa un 30% i non vaccinati. “I dati disponibili – spiega – ci dicono che il contagio è legato prevalentemente a questa condizione. Riguarda infatti in particolare la fascia d’età 40-60 anni, nella quale diversi scelgono di non vaccinarsi, e quelli che ne hanno meno di 12, per i quali l’immunizzazione non è prevista. Sempre in base ai dati che abbiamo i nuovi contagiati non vaccinati sono 4,5 volte i contagiati già vaccinati”.
Il fisico ipotizza che la quinta ondata “possa essere di piccola ampiezza, anche se ancora siamo in fase di crescita, e con un basso impatto sulle ospedalizzazioni”. “I modelli matematici – osserva – indicano un picco modesto, ma poi bisogna vedere cosa succederà nella realtà. Considerando inoltre che più il virus continua a correre e maggiore è il rischio di selezionare nuove varianti. Non ci dovrebbe essere un sovraccarico per gli ospedali perché i giovani che prendono il Covid sono in buona salute e in genere non necessitano di ricovero. Sono comunque vettori del virus che attraverso di loro tende a contagiare anche i più anziani. Perché con l’autunno si sta di più al chiuso, sono aumentate le occasioni di socialità ed è ripresa l’attività scolastica. Per fermare il virus – conclude Gammaitoni – bisogna vaccinarsi”.

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