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Fase 2, dal 3 giugno l’Italia riapre le frontiere Ue. Senza quarantena

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E’ stato un parto difficile, quello del decreto quadro sulla fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Il dl sulle riaperture prevede, tra l’altro, lo stop ai trasferimenti tra una regione e l’altra fino al 3 giugno e la possibilità di poter riaprire dal 18 maggio imprese ed esercizi commerciali sulla base del rispetto delle norme, con decisioni diverse da regione a regione. Proprio su questo punto però il fronte delle Regioni si è diviso e  il Consiglio dei ministri – riunito dalle 13 – si è interrotto per un confronto più approfondito.

Alla fine le Regioni si sono riunite e hanno trovato l’accordo sulle linee guida per il post 17 maggio ed è arrivato il via libera del Governo. Il premier Conte ha parlato di “una portentosa collaborazione istituzionale“, dopodiché è ripreso il Consiglio dei ministri – diventato Cdm notturno –  chiamato a esaminare e licenziare il testo del decreto. In sostanza l’accordo, esemplifica il governatore della Liguria Giovanni Toti, consiste in “linee guida uguali in tutte le regioni, per aprire tutte le attività commerciali. Queste regole – sottolinea – sono state condivise e recepite dal Governo”.

Inoltre – e ci pare la vera novità – si apprende che dal 3 giugno riapriranno le frontiere italiane a tutti i cittadini Ue senza distinzioni, senza quarantena e senza autocertificazione, rivelano fonti di governo, che spiegano che resteranno invece chiude ai Paesi fuori dall’Unione europea. Nel decreto e nel successivo Dpcm che saranno varati nelle prossime ore dal governo, è prevista la possibilità dal 3 giugno di entrare in Italia dai Paesi dell’Unione europea, dell’area Schengen compresi Svizzera e Monaco. In pratica, per chi varcherà i confini non sarà più prevista la quarantena obbligatoria con isolamento di 14 giorni. Una misura che mira a far riprendere il flusso turistico in vista dell’estate.

Le proposte delle Regioni, sottolinea Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza, coniugano “responsabilità, sicurezza, flessibilità e autonomia”, e “la collaborazione istituzionale sta portando a costruire un decreto legge che risponde alle esigenze dei territori e a un accordo che si basa sull`applicazione delle linee guida omogenee formulate dalle Regioni per una riapertura sicura delle attività economiche fin qui sospese”.
Il Governo stabilirà l`apertura già preannunciata di alcune attività (servizi alla persona, vendite al dettaglio) e saranno le Regioni a stabilire quali altre attività aprire, sulla base dei dati tecnici quotidianamente raccolti, sulla base di protocolli regionali discendenti da linee guida nazionali omogenee e condivise. “L`obiettivo è quello di dare certezza agli operatori e ai consumatori, assicurando allo stesso tempo un`applicazione il più possibile omogenea su tutto il territorio nazionale”, chiarisce Bonaccini. Queste linee di indirizzo comuni riguarderanno: la ristorazione; le attività turistiche (balneazione); le strutture ricettive; i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti); il commercio al dettaglio; le piscine; le palestre; gli uffici aperti al pubblico; la manutenzione del verde; musei archivi e biblioteche, le strutture per bambini e ragazzi.

“A partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione, fatte salve le misure di contenimento più restrittive adottate da specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica”, è scritto nella bozza del dl quadro in vista delle prossime riaperture che dovrebbe approdare oggi in Consiglio dei Ministri.

Fino al 2 giugno sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza – prosegue il testo -. Resta inoltre il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultati positivi al virus, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria”.

“A decorrere dal 3 giugno – viene inoltre specificato – gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente” in quelle aree. Tra le norme previste, anche quella che autorizza i sindaci a chiudere temporaneamente le aree pubbliche o aperte al pubblico “in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro”, e quella che consente la ripresa delle attività economiche e produttive “a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale”.

Prenotazione obbligatoria e tempo limitato per il cliente all’interno del locale per parrucchieri, barbieri ed estetisti, secondo le misure concertate dalle Regioni e presentate al Governo per la riapertura dal 18 maggio.
Valgono sempre le norme della sanificazione dei locali, dell’informazione ai clienti e dei dispositivi di distanziamento sociale e igienizzazione delle mani per evitare il contagio. Così come il limite di almeno un metro di distanza sia tra le singole postazioni di lavoro che fra i clienti.  Mascherine dovranno essere indossate per tutto il tempo possibile compatibilmente con lo specifico servizio sia dall’operatore che dal cliente.
A distanza ravvicinata, l`operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola. Vietati sauna, bagno turco e vasche idromassaggio.

Ecco alcune anticipazioni dell’accordo trovato tra le Regioni. Previsti gli steward di spiaggia che accompagnano il cliente e gli illustrani le misure di prevenzione da rispettare. Sempre in spiaggia è “necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale in più punti dell’impianto”, e si privilegia l’accesso tramite prenotazione; “potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C”; “la postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione“.
Si prevede poi di “riorganizzare gli spazi al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti” e “se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita”.
Ancora, “assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone”; “tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m.”; “regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, etc., comunque assicurata dopo la chiusura dell’impianto”.
Le linee guida proseguono: le attrezzature vanno disinfettate a ogni cambio di persona o nucleo familiare. In ogni caso la sanificazione deve essere garantita a ogni fine giornata”.
Per quanto riguarda le spiagge libere, si “ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza”.
Ancora, “è da vietare la pratica di attività ludico-sportive di gruppo che possono dar luogo ad assembramenti.”; “gli sport individuali che si svolgono abitualmente in spiaggia (es. racchettoni) o in acqua (es. nuoto, surf, windsurf, kitesurf) possono essere regolarmente praticati, nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonale. Diversamente, per gli sport di squadra (es. beach-volley, beach-soccer) sarà necessario rispettare le disposizioni delle istituzioni competenti”.
Stando alla bozza, infine, la seconda parte del decreto è dedicata alle sanzioni e ai controlli, che spettano questi ultimi ai Prefetti. Chi non rispetterà le norme rischia una sanzione amministrativa da 400 a 3000 euro e anche la chiusura dell’esercizio o dell’attivita’ da 5 a 30 giorni.