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Evasione fiscale a Jesi, imprenditori cinesi non pagavano tasse per 700mila euro

Le imprese, con il meccanismo ‘apri e chiudi’, operavano un turn over fittizio che gli permetteva di non adempiere agli obblighi fiscali

ANCONA – Con l’operazione ‘Dominus’ la Guardia di finanza di Jesi, ha scoperto un sistema di evasione fiscale messo in atto da imprenditori cinesi che operano nel settore delle confezioni di capi di abbigliamento.

L’indagine è stata avviata nel dicembre scorso, dopo un attento monitoraggio delle imprese operative sul territorio. Il sistema evasivo, messo in campo attraverso il cosiddetto meccanismo ‘apri e chiudi’, prevedeva che un’impresa, dopo circa due anni dalla sua costituzione, terminasse la propria attività e al suo posto subentrasse una nuova ditta individuale, appositamente costituita, che proseguiva l’attività di quella precedente, utilizzando gli stessi locali e macchinari e rapportandosi con i medesimi clienti e fornitori. Tutte le imprese venivano gestite di fatto sempre dallo stesso soggetto. Con questo turn-over fittizio, le ditte che cessavano l’attività ‘dimenticavano’ gli adempimenti fiscali.

I finanzieri, dopo aver ricostruito il giro d’affari attraverso mirati controlli incrociati eseguiti presso i clienti, hanno rilevato che gli imprenditori cinesi, a fronte di fatture emesse per oltre 700mila euro, non avevano presentato le dichiarazioni fiscali ottenendo un consistente risparmio d’imposta. Al termine delle attività d’indagine, dopo aver individuato l’effettivo gestore delle ditte e i suoi prestanome, sono stati denunciati tre imprenditori cinesi ed eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di 130mila euro, costituiti da conti correnti, crediti nonché macchinari utilizzati nell’esercizio d’impresa.