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sabato 2 Luglio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Elezioni in Israle, possibile accordo Netanyahu-Gantz

Israele andrà al voto il prossimo lunedì 2 marzo, se la Knesset si scioglierà mercoledì prossimo. Lo hanno deciso – secondo Haaretz – il premier Benyamin Netanyahu e il suo rivale centrista, Benny Gantz, in un accordo raggiunto tra il Likud e Blu-Bianco.

Se così fosse, al contrario delle altre elezioni che si sono svolte di martedì, questa volta si voterà di lunedì. La Knesset – in base alla legge – ha tempo fino a mercoledì, dopo il fallimento di Netanyahu e Gantz nel formare una maggioranza di governo, per esprimere un parlamentare qualsiasi che abbia il sostegno di almeno 61 suo colleghi su 120. Ma a questo punto – secondo molteplici fonti – sembra altamente improbabile che avvenga.

Le elezioni dello scorso settembre avevano portato importanti segnali di novità: il Likud e i partiti religiosi suoi alleati avevano perso consensi, andati soprattutto verso Lieberman; e si è assistito al “risveglio” degli arabi di Israele. In genere si presta scarsa attenzione al fatto che nello “Stato ebraico” vivono, con pieni diritti di cittadinanza, 1,4 milioni di arabi, discendenti di quei palestinesi che, nel 1948, scelsero di rimanere dentro i confini disegnati dall’Onu nella spartizione della Palestina. Concentrati in Galilea (e a Tel Aviv) rappresentano oltre il 20% della popolazione. Fino ad ora la partecipazione alle elezioni per la Knesset era stata molto limitata, mentre a settembre sono andati a votare il 60% degli aventi diritto, portando in Parlamento 13 deputati della “Lista araba unita”. Questo dato poteva essere letto come una sorta di reazione ai progetti avviati da Netanyahu di rendere Israele uno Stato etnico, in cui i non ebrei avrebbero subito probabilmente qualche discriminazione. La presenza del terzo gruppo parlamentare, Gantz, ha avuto fin dal principio un peso rilevante.