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É davvero possibile che il vaccino anti-covid arrivi nelle nostre case entro dicembre?

Prima doveva essere pronto a inizio autunno. Il governo italiano durante la primavera e l’estate lo aveva promesso in tempo utile per anticipare e scongiurare la seconda ondata di epidemia. E proprio pochi giorni fa il premier Giuseppe Conte ne ha annunciati “due o tre milioni di dosi” per “l’inizio di dicembre”, confermando nell’ultima conferenza stampa di domenica scorsa la sua previsione secondo cui ci sarà “già a dicembre l’arrivo delle prime dosi del vaccino”.

Più che scienza, o conoscenza dettagliata degli iter di approvazione, è evidentemente politica. Non si può mettere in dubbio che diverse soluzioni vaccinali abbiano raggiunto una fase molto avanzata di sperimentazione, e che siano potenzialmente prossime a ricevere l’approvazione, sempre ammesso (ma non concesso) che la fase 3 di verifica di efficacia dia i risultati sperati. Ed è pure vero che diverse case farmaceutiche hanno già iniziato a sfornare dosi in gran quantità, con l’idea di accorciare i tempi una volta ricevuto il via libera, nonostante il rischio di dover buttare via tutto qualora l’approvazione fosse negata.

Ma in ogni caso, anche al di là di quanto scritto negli accordi contrattuali europei a cui Conte ha più volte fatto riferimento, annunciare una svolta significativa già entro la fine di quest’anno è semplicemente inverosimile, per diverse ragioni.

Senza entrare nel merito delle singole soluzioni vaccinali in fase di sperimentazione, in sostanza nessuna casa farmaceutica parla di avvio della distribuzione prima di Natale. Più verosimilmente, si parla dei primi mesi del 2021, forse anche della primavera. L’idea che si possa trovare il vaccino sotto l’albero, dunque, sembra più una speranza da scrivere nella letterina che un plausibile scenario futuribile.Un po’ come sostenere che già il prossimo 24 novembre la situazione epidemiologica italiana possa essere molto migliore di quella attuale grazie alle misure dell’ultimo Dpcm.