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Disastro aereo dell’Ethiopian Airlines

 

Il cratere dell’impatto rimane perfettamente visibile, testimonianza del fatto che se vi sia stato un tentativo di atterraggio di emergenza, sia tragicamente fallito. Attualmente una ruspa sta provvedendo a ripulire la zona dai detriti, perché i tecnici incaricati delle indagini credono che potrebbe essere ritrovato qualche altro resto del Boeing 737 sottoterra. Ciò potrebbe essere avvenuto a causa della velocità e quindi la violenza, con cui l’aereo è venuto a contatto con il suolo.

Questa tragedia ha stroncato la vita di 157 persone provenienti da 36 Paesi: i parenti sono stati costretti ad inviare dei campioni di Dna. L’aereo si è sminuzzato ed è stato completamente inghiottito dalle fiamme. Stessa sorte è toccata a tutti i passeggeri che si trovavano a bordo. I tecnici locali stanno cercando di ricomporre i resti, in modo tale da poter fare un confronto in seguito con i campioni ricevuti e poter dare un nome alle salme. Terminate queste operazioni, si potrà parlare di rimpatrio, ma è una questione che riguarderà settimane, non giorni. Il responsabile dell’Unità di Crisi Stefano Verrecchia, assicura la massima assistenza alle famiglie delle vittima.

Sarà più veloce invece la decodifica delle due scatole nere, recuperate prontamente. Il DFdr, il registratore dei dati di volo, e il Cvr, il registratore delle conversazioni nella cabina di pilotaggio, dovrebbero fornire chiarimenti riguardo le ragioni dello schianto.

Nel frattempo dilaga sul web il cordoglio per due delle vittime, Sebastiano Tusa e Paolo Dieci. Tusa era un Assessore regionale ai Beni Culturali da circa un anno e precedentemente era stato Soprintendente del Mare, struttura creata da lui in seguito ad aver dato vita al GIAS, Gruppo Intervento Archeologia Subacquea. Indimenticabile anche la sua opera “La Sicilia nella preistoria” pubblicato all’età di 30 anni in seguito alle sue ricerche sui vari siti dell’isola. Dieci era Presidente del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli – CISP e di Link2007. Era un punto di riferimento e tra le figure più autorevoli delle Ong, ha dedicato la sua vita alla cooperazione internazionale allo sviluppo.