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Diritto di Critica: insulti per Ruby

 

Non vi sarà alcun processo per le 178 persone querelate per diffamazione da parte di Karima El Mahroug (nota come Ruby Rubacuori): secondo quanto scritto dal Giudice per le Indagini Preliminari Riccardo Ghio «E’ indubbiamente vero che le sentenze del Tribunale di Milano e della Corte d’Appello di Milano abbiano entrambe ricostruito univocamente il rapporto tra l’imputato e El Mahroug Karima in termini di rapporto di prostituzione».

In altre parole il Gip sostiene, dal momento che oramai ciò che avveniva durante le celebri serate del “bunga bunga” presso la dimora dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato accertato che si trattasse di prostituzione da ben due sentenze, non comporti alcun tipo di reato rispondere e controbattere alla donna riguardo la questione, anche in termini volgari. Il giudice ha definito tale pratica, diritto di critica.

Un verdetto che non è stato positivamente accolto dall’interessata, la quale al momento si è rinchiusa presso la propria dimora ad Albaro insieme al compagno Daniele Leo in seguito alla tempesta mediatica per la morte dell’ex modella Imame Fadil (testimone nell’indagine Ruby Ter).

Karima continua a confermare alle persone a lei più vicine di non aver mai incontrato Imame.